zola: “Benitez mette a nudo i limiti della serie A”

Gianfranco Zola, parla di Benitez

In una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello sport, Gianfranco Zola, ha parlato anche di Rafa Benitez.

Ecco quanto evidenziato da Napoletanosinasce.

Nel 2007 l’Ufficiale dell’Ordine dell’Impe-ro Britannico Gianfranco Zola fu collo-cato dal Sun al secondo posto nella classifica dei dieci artisti del calcio inglese «all time». Una rivincita morale, dopo essere stato costretto a lasciare l’Italia, nel 1996, quando dalle nostre parti imperava il dogma del 4-4-2 e il numero 10 era considerato una specie in via d’estinzione. In Italia si arrivò al punto di mettere in discussione persino Roberto Baggio. Il dogma stritolò la fantasia. L’arte però riaffiora sempre.

La dittatura della tattica degli anni Novanta non ha impoverito il nostro vivaio?

«Sicuramente non ha aiutato i talenti a sboccia-re. L’equivoco dura ancora. Quando Benitez dice che nel calcio italiano conta soprattutto la tattica, mette a nudo i nostri limiti».

Benitez viene da una lunga esperienza in Premier: quali sono le reali differenze tra Inghilterra e Italia?

«Il calcio inglese si sta evolvendo. Non è più quello di un tempo. A parte il maggior volume di denaro che lo rende più appetibile alle stelle straniere, dal punto di vista della mentalità si cerca di vincere sempre e comun-que, anche rischiando. In Italia, invece, la strada verso il successo passa attraverso la neutralizzazione dell’avversario. Ma c’è qualche eccezione: Juventus, Roma e Napoli».

 migliori giocatori italiani?

«Pirlo a parte, Totti è straordinario. Ha 38 anni, ma è ancora de-terminante e bello da vedersi: la cosa gli fa onore. Nel podio degli over 30 metto anche Di Natale. Tra i giovani ho un debole per Giuseppe Rossi, poi Insigne e Gabbiadini».