Zeman: “Io e Benitez siamo simili, spero resti al Napoli. Gli azzurri possono puntare allo scudetto, in questo momento stanno giocando il miglior calcio!”

L’allenatore del Cagliari, maestro di calcio e di vita sportiva, Zdenek Zeman ha rilasciato una lunga intervista a Il Mattino, dove ha parlato del momento degli azzurri:

“Io e Benitez abbiamo qualcosa in comune sotto l’aspetto della proposizione del gioco. Benitez viene dalla realtà inglese, dove non si fanno calcoli ma si cerca la vittoria attraverso il gioco. È questa la mentalità giusta, anche se è difficile da applicare in uncontesto come quello italiano”.

Qui conta solo vincere e Benitez contesta questo atteggiamento.

“Ma se fai grandi proclami, lanci sfide,e poi non vinci? Cosa resta dopo le parole? Non è la mentalità giusta, questo è un aspetto dell’assenza di educazione sportiva in Italia”.

Zeman ha dato tanto ad Insigne, prima a Foggia e poi a Pescara.

“Mi è dispiaciuto tanto per il suo infortunio, l’ho cercato”

Era a un passo dal ritorno in Nazionale.

“Aveva cominciato a fare l’attaccante“.

Benitez se la prese quando lei disse che Lorenzo faceva il terzino nel Napoli.E Hamsik? È stato un suo giocatore ai tempi del Brescia.

“Non ha fatto un buon campionato nella scorsa stagione,ma il problema di Hamsik non sono i gol che fa: è la collocazione nel ruolo giusto per lui”.

Ha visto il Napoli affondare la Roma in tv.

“Era partito male, ma è un’ottima squadra e lo sta confermando. È la formazione che ha giocato il calcio migliore nell’ ultimo mese”. 

La Juve a sette punti, la Roma a quattro: gli azzurri possono rientrare in lotta per lo scudetto?

“Io penso di sì. I valori tecnici ci sono, ma c’è il discorso che riguarda Napoli: cambia umore da una settimana all’altra”.

Sa che Benitez è in scadenza di contratto?

“Dovrebbe restare, mi auguro che decida in questo senso.Può dare tanto al calcio italiano, anche se utilizza troppi stranieri”.

È rimasto un italiano,Maggio, dopo l’ infortunio di Insigne. Perché, secondo lei, Benitez e il Napoli seguono questa linea?

“Non so, dipende dalle strategie della società: ci sono presidenti che preferiscono volgere lo sguardo verso l’estero e non verso i calciatori italiani”.

Ha conosciuto DeLaurentiis?

“No. Ma ho seguito lo sviluppo del suo progetto. Il Napoli è ripartito da un fallimento e dalla serie C, un momento e una dimensione che non avrebbe mai dovuto vivere una piazza come quella”.

La tifoseria si aspetta l’ultimo grande salto, verso lo scudetto.

“Il Napoli ha fatto grandi passi in avanti in questi anni e penso che quel momento, il salto, sia vicino”