Zeman bersaglio degli Sconvolts dopo l’agguato ultrà

    È triste e solitario il finale.

    Il Cagliari affonda sotto i colpi del Napoli.

    La B è a un passo. Cagliari non la merita. Per tutto quello che la società sta facendo per ridare un’immagine e ricostruire la credibilità. La squadra prova a evitarla questa brutta retrocessione.

    Ma la differenza con il Napoli  è tanta, troppa. Lo capisce anche il pubblico

    Urla la Nord, fischia alla lettura delle formazioni, fischia, ma non inveisce quando il Napoli prende il largo e lascia i poveri rossoblù, sicuramente sotto choc, assorti nei loro pensieri e nelle loro paure. «Noi siamo la minoranza», urlano gli Sconvolts. Poi si passa ai singoli.

    Il più colpito è il tecnico Zeman (che non è in discussione, nonostante abbia fatto un solo punto dal suo ritorno): «Zdenek Zeman, ma quando te ne vai». Poi i giocatori. Ne vengono citati solo due e sono le bandiere del Cagliari, sempre più distanti dal campo (Conti ha giocato per la squalifica di Crisetig, Cossu è entrato nella ripresa a giochi fatti). «C’è solo un capitano», urlano riferendosi a Daniele che dal ‘99 è in rossoblù. «Uno di noi, Andrea uno di noi», urlano a Cossu che ama il Cagliari, la squadra della sua città.

    La squadra garbatamente prova ad applaudire i suoi tifosi. Loro rispondono così. «Mercenari senza onore ».