Zapata, l’eterno vice che studia dal maestro. Per diventare grande e convincere Benitez…

    “Segna, con il numero novantuno… Duvan Za-pa-ta!”. Il ritornello, al San Paolo, lo conoscono ormai tutti. E’ da un mese che lo si ascolta, lo si impara, lo si prevede forse. Lo speaker dello stadio ne è la voce, il colombiano l’unico ispiratore. Una sorta di parola magica, che non fa più notizia. Perché Zapata, col gol, ha instaurato un rapporto confidenziale. Ha segnato ancora, contro il Parma. In precedenza lo aveva fatto con l’Empoli, con lo Slovan Bratislava. Anche con la Samp, a Marassi. Quattro reti nelle ultime cinque partite. Non male per un eterno “vice”, per uno che vive all’ombra di un campione, che aspetta con ansia la sua chance e che quando è in campo spera che il cronometro scorra via lentamente. Questione di minuti, talvolta di secondi. Perché quando Benitez lo sceglie,Zapata sa di non avere a disposizione novanta minuti. Che sia la Champions o un torneo amatoriale, Higuain in panchina scalpita certo di poter entrare da un momento all’altro. E allora il colombiano non perde tempo, fissa l’obiettivo, raggiunge il traguardo: convincere Benitez,innanzitutto. Poi il pubblico di Napoli, esigente come pochi. Ed infine se stesso.

    Lui, colombiano, che dall’Argentina è sbarcato in Italia due estati fa con un bagaglio carico di speranze e sogni. Molti ancora rinchiusi, altri ormai lasciati andare, liberi. Le statistiche sono a suo favore: 12 gol in 36 presenze complessive. Reti mai banali, alcune dal grande peso. Come quella a Marsiglia, in Champions League. O come quelle recenti, che hanno permesso al Napoli di riacciuffare le sfide contro Samp ed Empoli. Il marchio di fabbrica? Zapata ci sta lavorando. Gioca di fisico, il colombiano, ma non segna solo di testa. E’ veloce e scattante, nonostante sia alto un metro e ottantasei centimetri. E poi è umile. Sa stare al suo posto, accetta le scelte del suo allenatore e non smette mai di apprendere dai migliori. “Se continua così, Higuain dovrà lavorare di più per avere la certezza del posto da titolare”. Una sorta di premonizione, da parte di Rafa Benitez. Higuain e Zapata, al momento, sono alternativi e non complementari. In futuro, chissà: “E’ una possibilità, dipende da loro” ha ribadito lo spagnolo. Che intanto se li coccola, convinto che un po’ di sana concorrenza possa solo far bene. Al Napoli, e ad entrambi.

    Fonte:gianlucadimarzio.com