Una frittata campana ha un record che ha resistito per quattro secoli

Una frittata campana ha un record che ha resistito per quattro secoli

FRITTATA OMELETTE, TORTILLA, EFFILOCHÉ… NON C’È POPOLO CHE NON ABBIA LA SUA VERSIONE. MA TUTTI INIZIANO ROMPENDO LE UOVA

Una  frittata campana ha un record che ha resistito per quattro secoli, la frittata Brasiliana si fa con l’ananas, in Cina con   zenzero e germogli. Non c’è popolo che non abbia la sua versione

Di : Elisabetta Moro -Sapori e Miti
Per fare una frittata ci vuole arte. Come quella di Donatello e Brunelleschi messi insieme. Lo racconta Giorgio Vasari nelle Vite. Un giorno l’autore del David rimase talmente folgorato davanti a un Cristo in croce del suo amico rivale che lasciò cadere le uova appena comprate al mercato.

Come dire che la frittata si può fare volenti o nolenti. E una volta fatta non si può più tornare indietro. Al massimo la si può voltare. Ed è proprio dalla girata che si riconosce la maestria del cuoco. Come l’astuzia del retore.
Proverbiale proprio perché universale. Non c’è popolo che non abbia la sua versione. Omelette, tortilla, effiloché, pesce d’uovo. In Spagna patate e cipolle le danno una consistenza morbidosa. In Cina zenzero e germogli la rendono piccante e croccante. In Brasile l’accoppiata con l’ananas le dà il sapore dei tropici. In Messico il chili la rende caliente. Nel Nord Africa la berberizzano con carne, tonno e spezie. Mentre in Thailandia la orientalizzano con i gamberetti. In ogni caso si comincia sempre rompendo le uova. Perché tutto il resto è un optional, un complemento, un supplemento, un ornamento.

Ma il vero tessuto connettivo di ogni frittata degna di questo nome è sempre e solo lui. Il principio cosmico della vita.
Mangiare popolare che rovescia la scarsità in godimento. Proprio per questo sulle frittate è nata una mitologia. Sempre all’insegna dell’abbondanza, della crescita infinita, del chi più ne ha più ne metta.

È ormai nella leggenda quella fatta in onore di Carlo V dai monaci della Certosa di Padula, in Campania. Mille uova fritte in una padella gigantesca sospesa al soffitto con delle catene di ferro. Il record certosino ha resistito per quattro secoli fino al 1987, quando lo chef spagnolo Antonio Rivera Casal ha rotto cinquemila uova a Carcacia di Padrón. Un primato stracciato l’anno scorso da quei cugini portoghesi che a Ferreira do Zêzere hanno scodellato un’omelette di 145.000 uova. Cotte alla perfezione in quattrocento chili di olio e cento di burro. Uno score da guinness dei primati.