Vinicio e i “dodici leoni” Napoli rivoluziona il calcio prima di Sacchi

 

PRIMA di tutti arrivò Vinicio, precursore del calcio spettacolo.

Faceva giocare il suo Napoli come l’Olanda, perse lo scudetto a un passo dal traguardo.

In città c’è chi venera quella squadra come e più di Maradona: Eduardo e Giuseppe, commercianti del Vomero, testimoni del tempo. Nei loro negozi conservano ricordi e foto. La loro passione è finita in un libro, “Dodici leoni. Vinicio e il suo Napoli rivoluzionarono il calcio”, scritto da Franco Esposito con Marcello Altamura (Absolutely Free Editore).

Il libro è anche l’occasione per raccontare Vinicio, l’intuizione di Lauro che lo acquista per 55 milioni, il gol all’esordio al Vomero dopo 17 secondi, davanti a 30 mila.

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Sono gli anni ‘50, il brasiliano fa impazzire tifosi e portieri, anche quelli del Napoli, stufi di vedersi arrivare addosso autentiche sassate in allenamento.
Eduardo e Giuseppe già c’erano, e ci saranno anche quando ‘O Lione tornerà in azzurro da allenatore, nel 1973. Il colpo di fulmine diventa amore eterno: Vinicio è ancora più amato di
quando giocava.

Difesa in linea e gioco d’attacco: il Napoli all’olandese quindici anni prima di Sacchi. Una squadra costruita con pochi milioni, i due commercianti ne raccontano con enfasi
l’epopea.

Ricordano il terzo posto del 73/74 e l’amaro finale di campionato l’anno successivo, quando il gol di Altafini spezzò i sogni scudetto. Napoli secondo a due punti dalla Juve, una beffa
ma anche il miglior risultato del club fino a quel momento.