Udinese-Napoli 3-1: l’ansia logora!

    L'ANSIA LOGORA

    L’ansia logora

    L’ansia logora, quando sei costretto a rincorrere ogni settimana, quando gli orari del calendario si presentano in modo sfalsato, quando la pausa pasquale ti spezza le gambe e le nazionali ti affaticano, la sconfitta è dietro l’angolo. L’ansia ti logora. Ti rende nervoso e crolli.

    Ci si mette poi uno stadio caldo e carico per allontanare gli spettri della B ed allora: patatrac. Ha sofferto poche volte così il Napoli dì Higuaín. L’Udinese di mister De Canio ha giocato una gara splendida contro la sua ex squadra attaccando gli azzurri sin dall’inizio. Bruno Fernandes è l’eroe della giornata. Il centrocampista dei friulani calcia due brutti rigori: uno dei due neutralizzato dall’esordiente Gabriel, portiere discreto e non all’altezza di una big. Un altro in rovesciata da figurine Panini: che goal.

    Ci mette una pezza il solito Higuaín. Altro che pezza, una bordata che ha ‘stracciato’ l’ennesima rete. Ma non è bastata. Per lo scudetto non basta solo lui. Trenta reti per l’argentino, quest’anno irrefrenabile. È irrefrenabile anche quando ‘logorato’, viene allontanato dal campo dall’arbitro Irrati. Ha perso la testa. Gliel’hanno anche fatta perdere e salterà almeno due giornate.

    C’è anche Thereau nel tabellino dei marcatori. È una brutta sconfitta per gli azzurri: figlia del nervosismo, figlia dell’impotenza contro il potere. Il Napoli perde ad Udine, la Juventus scappa. È finita. Insigne è tornato stanco dalle belle prestazioni con la nazionale, Widmer lo ha sovrastato. Ha sovrastato anche Ghoulam a sinistra. Male entrambi. Molto male anche i centrali azzurri. Jorginho bloccato in mezzo al campo. Mister Sarri è stato tatticamente perfetto fino ad oggi ma dovrà accrescere il suo self-control.

    In conferenza stampa non ci sono arbitri che intervengono con i cartellini rossi alle sue ‘folcloristiche’ esternazioni, in campo sì.

    Il presidente Adl, invece di polemizzare col suo staff contro le piattaforme televisive, poteva preoccuparsi di rinforzare la squadra a gennaio.

    Un classico. Bellissimo il tributo a Cesarone Maldini. Il primo italiano ad alzare una coppa dei campioni. Trofei in abbondanza col Milan, da allenatore secondo di Bearzot al mondiale ’82, a Francia ’98 ha perso solo ai rigori con i futuri campioni. Il capolavoro l’ha realizzato da padre: i figli dei campioni nascono gia’ nel lusso, con la pancia piena, difficilissimo trasmettere i giusti valori per farli diventare a loro volta campioni. Ma Cesare qui si e’ superato, visto che la grandezza di Paolo ha superato addirittura la sua.

     Giuseppe Libertino