Trent’anni senza Eduardo De Filippo, l’ultimo Grande Genio del Teatro Mondiale

    Questo  il pensiero di Napoletanosinasce per commemorare il  trentennale della scomparsa del GRANDISSIMO EDUARDO DE FILIPPO

    Di Gaetano Brunetti

    Eduardo De Filippo andrebbe studiato nelle scuole ma approfonditamente.

    Il carattere burbero dell’ultimo genio del teatro napoletano e mondiale nascondeva una sensibilità fuori dal comune, lui ci ha lasciati trent’anni fa quando ne aveva 84 di anni ma Eduardo era giovane dentro, uno studioso della vita, un napoletano sofferente che ha smentito persino il nemo profeta in patria dei romani.

    Il Mozart del Teatro Napoletano ha dato lezioni di vita con le sue commedie, lezioni di stile con la sua Napoletanità, ha anticipato i tempi toccando temi scottanti come la disoccupazione, la questione Meridionale, l’emancipazione femminile, l’omosessualità e la criminalità organizzata.

    Ha immaginato un futuro nuovo con la sua filosofia, raccontandoci con passione e creatività un passato fatto di guerre e rivoluzioni. Eduardo ha portato quello che Napoli veramente è stata ed è imponendo la sua lingua, con gli accenti signorili e la dolce musicalità dei suoi gesti. La grazia dell’Essere Napoletano ha luccicato sui palchi e continua a farlo nel suo nome.

    Il suo “Fujitevenne” é stato un grido di dolore, una amara constatazione, quel suo “fuggitevene” forse significava “restate ma fatevi valere”, ha cercato di smuovere le coscienze fino all’ultimo istante prendendo per petto senza urlare giovani, vecchi e bambini.

    Nel trentennale della sua scomparsa siamo ancora più poveri di ideali e personaggi del suo livello, quanto ci manca Donn’Eduà, grande Napoletano, genio incontrastato della drammaturgia mondiale

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