TMW: ecco i migliori procuratori del 2014

     

    Dopo i direttori sportivi, tocca ai procuratori. Fanno il bello e cattivo tempo delle società.

    Possono aiutare quando sono bravi, difficile, possono fare enormi danni quando pensano solo ai propri interessi.

    Sono rimasti in pochi a pensare al bene dei propri assistiti. Sono in mille, comandano in trenta, guadagno in dieci. Molti di loro, in passato, sono finiti nel mirino delle fiamme gialle. Conti all’estero e giri di danaro tra bollini rossi e blu, come quelli della chichita che piacciono tanto a Tavecchio. Un giorno faremo anche il pagellone dei direttori sportivi di serie B. Muovono una quantità di soldi, quelli veri pochi, quelli non riconosciuti tanti. Hanno sfruttato l’autogol (?) della Lega di serie B con il salary cup che ha agevolato operazioni a nero tra ds e procuratori. Oggi, in B, molti fanno i fenomeni ma, quando i soldi dei supermercati saranno finiti, saranno guai grossi. Come quel giocatore che lo scorso gennaio ha cambiato società chiedendo 300.000 euro di ingaggio; il Presidente che lo stava per comprare sbalordito chiese: “Ma come, sul contratto con la tua attuale società hai 130.000… ” “Beh, gli altri 170.000 li porta la cicogna”. La procura Federale sta indagando su Cittadella-Empoli 2-2. Flusso anomalo. Come mai? Cosa è successo? Fossi in Marchetti, querelerei subito Palazzi. A Carpi, Giuntoli ha fatto più danni della grandine di ferragosto (ci torneremo), a Crotone le operazioni di Ursino e Vrenna meritano un approfondimento (ci ritorneremo), a Terni il DS è talmente bravo che merita un castello a Capri (ci ritorneremo).
    Hanno tappato questo mercato validi agenti come Claudio Vigorelli e Oscar Damiani. Il primo ha proposto a mezza Italia Eto’o, alla fine lo hanno spedito in Premier, doveva spostare Destro ed è rimasto con le valigie piene. Male! Il secondo ha fatto pochi movimenti, perdendo un braccio destro quale Braida che ha detto addio al Milan e alla Sampdoria.
    Ecco la nostra top ten, non in ordine, ma semplicemente a memoria:

    1)Giuseppe Bozzo: ha fatto qualcosa in meno rispetto ad un anno fa ma, anche se fa poco, fa più degli altri. Sposta Quagliarella e non gli fa cambiare neanche casa. Lavora ai fianchi di Real Madrid e Juventus e chiude l’operazione Morata con largo anticipo. Forse uno dei pochi a pagare le tasse in Italia. Una garanzia per i suoi calciatori. Piazza Peluso e limita i danni. Rinnova il contratto di Mazzarri e gli mette 8 bulloni sotto la panchina.
    2) Alessandro Moggi: ancora una volta finisce nella top ten. Lavora in silenzio, non mette i manifesti e sposta il capocannoniere del nostro campionato ancor prima che parta per i Mondiali. Tra Borussia e Torino ha vinto Immobile e se vince Immobile il merito è anche di Alessandro Moggi. Cognome pesante ma lui, ancora una volta, riesce nei miracoli. Allegri alla Juve è opera sua…
    3) Pascal Boisseau: chi??? Sì, è un procuratore francese che fa da ombra a Rudi Garcia. Molte operazioni Sabatini le chiude con il suo benestare. Uomo fidato del tecnico della Roma sta esplorando il nostro mercato. Silenzioso ma capace. Sfrutta la mediocrità assoluta dei nostri agenti.
    4) Mino Raiola: ancora una volta fa il gradasso ma, ancora una volta, toglie le castagne dal fuoco al Milan. Riesce a far avere ai rossoneri 20 milioni per un attaccante come Balotelli che perde sempre più credibilità. Cosa dirgli? Fa solo gli interessi suoi e del suo assistito ma se questo è il mondo del calcio, lui ha capito benissimo le regole del gioco. Avanti Mino! Mangia più che puoi… La dieta può attendere.
    5) Mario Giuffredi: E’ arrivato senza raccomandazioni e senza giocare a calcio. Napoletano, affamato con un grande pregio: gli interessi per i suoi calciatori vengono prima dei suoi. Non fa mai affari con i Direttori Sportivi, se i suoi ragazzi non hanno guadagnato più del doppio del triplo. Carattere non facile, mai una comparsata tv, fa del lavoro la sua arma vincente. I migliori giovani sono tutti suoi: Biraghi, Capuano, Forte, Busellato e tanti altri. Tutti italiani. Con lui resuscitano anche i “morti”. Lazzari dal Novara al Pescara. Valdifiori ha ritrovato la A con l’Empoli. Durissimo nelle trattative, è una brutta gatta da pelare. Nel grande giro solo da 5 anni è destinato a diventare il nuovo Raiola. Con un pizzico di educazione in più, si spera.
    6) Giocondo Martorelli: una dei pochi agenti che in questo mondo non ha nulla a che fare. Brava persona, umile e gran lavoratore. Grande occhio per i giovani ha, di fatto, lui chiuso il calciomercato. Bonaventura al Milan con 5 anni di contratto. Ha creato l’asta con Inter e Verona, l’Atalanta lo svende a 6 milioni di euro, dopo averne chiesti 12, e a guadagnare è solo il calciatore. Bonaventura deve tutto a Martorelli. Tra persone serie si parla la stessa lingua.
    7) Fabio Parisi: da sempre è stato il socio o alter ego di Damiani. Si sbatte a destra e sinistra e ha chiuso una bella operazione con il Napoli per De Guzman. L’allievo supera il maestro. Il lavoro paga. Agente in continuo aggiornamento, soprattutto sul calcio estero.
    8) Sergio Berti: non ha una faccia, si muove in silenzio e prende in giro tutti. Sposta Alessio Cerci e chiude la migliore operazione possibile; con l’Atletico Madrid. Fa il suo bene e quello del ragazzo, si prende gioco di Cairo e Petrachi ma soprattutto dei tifosi del Torino. Entra di diritto nella classifica dei migliori procuratori di questa estate, fredda, come il calciomercato di quest’anno.

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