Titolo isterico della gazzetta: A SARRI VA DI LUSSO

Si continua ancora a gettare benzina sul fuoco.

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Sarri l’hai passata liscia titola la rosea.

Titolo peggiore non poteva scegliere la gazzetta dello sport, quasi a voler sottintendere che Sarri se la sia cavata, e che Mancini è stato vittima di un’ingiustizia.

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Ci ha pensato Tosel a gettare acqua sul fuoco mentre la jihad mediatica, guidata dalle testate vicine ai club del nord Italia, chiedeva la testa di Sarri.

Ma è evidente che il giudizio del giudice sportivo non è andato giù a qualcuno, la gazzetta in primis, altrimenti avremmo letto ben altri titoli sulla vicenda, invece si prova un estremo tentativo di riacutizzazione, purtroppo vano.

La gazzetta commenta la vicenda con un articolo a firma : Alessandro Catapano- Francesco Ceniti. Nel quale si legge tra le tante cose:

Paga anche Mancini: multa di 5mila euro La vicenda pare chiusa: pochi margini per la Procura, e Tavecchio non vuole intervenire. Tosel ha sanzionato il Sarri che da del ≪frocio≫ e ≪finocchio≫ a Mancini, sanzionato Mancini che reagisce a Sarri con un’intimidazione (≪Vecchio coglione, tornatene ad allenare in C≫) e aggredisce verbalmente il quarto uomo (≪Vergognati≫).

Cosa resta a Stefano Palazzi? Il procuratore si leggera la relazione dei suoi ispettori (la stessa che ha utilizzato Tosel) e verificherà se qualcosa e rimasto fuori. Perché solo in quel caso potrebbe chiedere un supplemento di indagine, convocare in Procura tutti i soggetti presenti e valutare se ci sono gli estremi per dei deferimenti. Ipotesi francamente remotissima”.

PAGA ANCHE MANCINI?

Sarri e’ colpevole di lesa maestà? evidentemente per qualcuno ci sono buoni e cattivi, il lord Mancini, e il barbaro Sarri.

AMICI DEGLI AMICI.

C’è da scommetterci che la stragrande maggioranza dei siti web Napoletani oggi riporterà con parole al miele gli scritti della rosea, per motivi che non stiamo qui ad elencare, ma che sono chiari e lampanti.

L’assoggettamento al potere è’ il vero male d debellare, non la parola frocio o ricchione, l’ipocrisia in abito da sera, quella becera, voleva vincere.