Tardelli: chiedo scusa a Diego per le botte che gli ho dato, ma e’ il piu’ grandedel mondo come dovevo fermarlo?

     

     

    “Quell’urlo fu il massimo. Ora rimarrà ai miei figli…così capiranno chi era loro padre”

    Emozioni e grandi passioni nei racconti di Marco Tardelli a Radiocalcio.

    Oggi allenatore, è stato tra i più grandi giocatori italiani. Tra i ricordi più belli, quell’esultanza straordinaria e indimenticabile dopo il secondo goal alla Germania nella finale della Coppa del Mondo vinta in Spagna nel 1982. Tra quelli più tristi, l’amico Gaetano Scirea 

    “bisognerebbe alzarsi in piedi quando si parla di lui“, la finale di Coppa dei Campioni a Bruxelles – “non dovevamo giocarla quella partita”.

    L’arrivo alla Juventus da Como – “Boniperti, appena mi vide mi disse: vada a tagliarsi i capelli e poi torni per parlare del contratto”, la prima vittoria europea per la Juve nella notte di Bilbao, il silenzio stampa a Madrid e il battibecco con Sconcerti, altri passaggi della conversazione.

    Il miglior calciatore di sempre? “Maradona”, risponde Tardelli “non finirò mai di chiedergli scusa per le botte che gli ho dato”.

     

    tmw