Svolta storica le squadre B potranno giocare in Lega Pro

    Svolta storica per il calcio italiano dopo quarant’anni tornano le formazioni delle riserve.

    Napoli, Juve, Roma e  altre big di A pronte a dire si

    Potranno iscriversi alla Lega Pro, no promozioni no retrocessioni, no stranieri extracomunitari. Se il Consiglio Federale dà il via il 26 aprile, la Lega Pro pronta a partire anche in settembre.

    Lo rivela il corriere dello sport.

    formazioni delle riserve

    La svolta arriva grazie a Gabriele Gravina,62 anni, l’uomo del miracolo Castel di Sangro, per imprimere l’accelerazione decisiva ad un progetto destinato a indicare profondamente sul nostro calcio, per combattere gli sprechi, le rose ipertrofiche e l’emarginazione dei giovani talenti, costretti a peregrinare in prestito ad altre squadre dove, spesso, non trovano l’occasione per mettersi in mostra.

     

    Ecco i principali punti del progetto.

    Oggi Gravina presenta a Tavecchio il Progetto Squadre B che, a seconda dei tempi decisionali della Federcalcio (il consiglio federale esaminerà la questione martedì 26 aprile.

    1) Partecipazione della Squadra B dei club professionisti di A al campionato di Lega Pro.
    2) I punti conquistati dalla Squadra B valgono per la stessa e per l’avversaria, ma, al termine del campionato, la squadra B non viene né promossa né retrocessa.
    3) L’organico di ogni squadra B deve essere comunicato alla Lega Pro al termine della sessione estiva e invernale del mercato.
    4) Se l’organico riserve della prima squadra risulta insufficiente, via libera all’integrazione con i ragazzi del settore giovanile.
    5) Addio al campionato Primavera.
    6) Rispetto delle regole della Lega Pro: rinuncia ai contributi, esclusione dal voto in assemblea, indicazione del terreno di gioco.
    7) Modalità d’iscrizione: le società che intendono partecipare al campionato di Lega Pro con la squadra B, pagano la quota alla stessa Lega.
    8) Stranieri: sì ai giocatori comunitari, no ai giocatori extracomunitari che in Lega Pro non possono giocare.

    Torneo De Martino

    Se il Consiglio Federale approvasse il progetto Gravina, non soltanto il calcio italiano si allineerebbe con le altre realtà europee che il campionato riserve da anni organizzano con successo, ma riporterebbe alla luce, sia pure in forme diverse, quello che una volta si chiamava Torneo De Martino. La manifestazione consentiva la valorizzazione dei giocatori scarsamente impiegati in prima squadra e dei giovani di talento giunti alle porte della prima squadra, ma da questa esclusi. Inizialmente, il De Martino era riservato alle seconde squadre della serie A, poi venne aperto sia alla B sia alla C (per tre anni) e assegnava tre titoli distinti. Il torneo venne soppresso nel ’71, a causa degli eccessivi costi di gestione. Nella stagione ’72-’73, fu istituito il Campionato Riserve che, nel ’73-’74, divenne il Campionato Under 23. Durò sino al ’76, poi venne chiuso. Quarant’anni, dopo si riparte. Meglio tardi che mai.