De Laurentiis come Schettino. Non parla e abbandona la barca che affonda

 

Benitez sta parlando sempre ai giornalisti, prima e dopo le partite, risponde regolarmente a tutte le domande. I calciatori, a turno, si fanno intervistare dalla radio ufficiale, il direttore sportivo è intervenuto più volte ai microfoni delle pay-tv. Manca solo uno, forse il più importante: il presidente.

 

 

Perché De Laurentiis non parla? Possibile che non abbia nulla da dire sull’inizio di stagione disastroso? Possibile che l’eliminazione dalla Champions, l’esclusione dalla lotta per lo Scudetto dopo appena 4 giornate e la consapevolezza di una stagione travagliata siano argomenti poco importanti? Non meritevoli nemmeno di una considerazione da parte del comandante della barca che affonda?

 

Perché questo atteggiamento da “Schettino”? Napoli merita un presidente che ci metta la faccia e che si prenda le proprie responsabilità. Non è giusto mandare al massacro Rafa Benitez (il meno colpevole di tutti e vittima insieme ai tifosi di questo scempio) guardando lo spettacolo da dietro le quinte. La parte sana del tifo merita un presidente che accetti di andare davanti ai microfoni per ammettere i propri sbagli.

 

Se Aurelio De Laurentiis vuole essere amato come altri presidenti del passato deve fare un passo verso il popolo partenopeo; Ferlaino, dopo la conquista dello Scudetto, è andato quartiere per quartiere a festeggiare con il popolo, perché ogni quartiere meritava la presenza del presidente. De Laurentiis non si è ancora calato in questa realtà, sfrutta il popolo ma non ne vuole far parte, questo non lo rende un presidente amato, nonostante i risultati che tutti abbiamo davanti agli occhi, tranne quest’anno ovviamente.

 

A Napoli c’è bisogno di una proprietà che diventi una sola cosa con la gente, De Laurentiis ha il petrolio tra le mani e non lo sa sfruttare, pensando soltanto al guadagno personale. I Napoletani sarebbero pronti, come hanno fatto in passato, a fare sacrifici enormi per la squadra della città, ma c’è bisogno di qualcuno che parli la stessa lingua del popolo, altrimenti De Laurentiis non sarà mai un presidente amato.