Stellone: ” Ciò che ti trasmette la città di Napoli non è eguagliabile a nulla”

Stellone:

Ciò che ti trasmette la città di Napoli non ha eguali, lo afferma il tecnico del Bari Roberto Stellone

Roberto Stellone arriva a Bari per emulare le gesta di Antonio Conte e Gian Piero Ventura, tecnici che al San Nicola hanno dato una svolta alla loro carriera.

A FROSINONE HO SFIORATO UN ALTRO MIRACOLO: MAGARI CON UN PO’ DI FORTUNA
E QUALCHE TORTO IN MENO LA RETROCESSIONE SI POTEVA EVITARE. C’È STATO QUALCHE CONTATTO PER CONTINUARE IN A, HO PRESO TEMPO,POI HO SCELTO DI LAVORARE A BARI

Stellone, lei è stato attaccante in grandi società, Parma, Napoli, Torino, Genoa, prima d’intraprendere la carriera di allenatore nel Frosinone negli ultimi cinque indelebili anni. Cosa è riuscito a portare con sè in questo velocissimo passaggio dal campo alla panchina?

«Sicuramente si cambia. Innanzitutto un allenatore deve badare a tante cose, mentre da calciatore pensi solo a te stesso fondamentalmente. Alle mie squadre ho sempre trasmessola necessità di organizzarsi. Il supporto reciproco è determinante. Non bisogna sottolineare gli errori. Tutti sbagliamo, ma non serve assolutamente fermarsi, polemizzare, perdere tempo.Nel calcio un attimo può cambiare tutto. Bisogna andare subito oltre e non smarrire quella tranquillità che deve stare alla base di ogni applicazione. Servono coraggio e passione. Poivengono le idee di un allenatore che cambiano anche in base ai calciatori a disposizione»

Il tecnico che, secondo lei, oggi, anche in A, esprime il calcio migliore e più spettacolare?

«Mi piace molto il calcio di Allegri, Sarri e Spalletti, e li cito in ordine strettamente alfabetico.Le loro squadre hanno grandi campioni ma anche idee esclusive nelle due fasi d’impostazione del gioco».

Tra la duttilità tattica di Allegri, le uscite difensive maniacali di Sarri e gli schemi offensivi di Spalletti cosa “ruberebbe”?

«Tutte queste qualità. Il Napoli gioca a memoria e negli ultimi metri lascia libertà di pensiero agli attaccanti. La mentalità vincente si vede in maniera evidente nella Juve ma anche nella Roma, due squadre capaci di rischiare e di imporre il proprio gioco a prescindere dall’avversario».

Caro Higuain ciò che ti trasmette la città di Napoli non ha eguali

Higuain ha fatto bene ad andare alla Juve oppure vincere a Napoli non è paragonabile a niente?

«E’ difficile entrare dentro certe dinamiche, ma ciò che ti trasmette la città di Napoli non è eguagliabile a nulla. Sono scelte che non posso giudicare. Napoli dà grandi emozioni, ma ognuno di noi ha motivazioni diverse».

Allegri ha perso Pogba e ha avuto il Pipita. Cosa ci ha guadagnato e cosa ha perso?

«La Juve ha dirigenti talmente capaci che è difficile pensare che non sia riuscita a migliorare pure venendo da una serie interminabile di vittorie. Sono state fatte delle scelte evidentemente finalizzate al futuro prossimo e alla Champions, sfiorata solo due anni fa. Allegri è un gradino sopra alle altre antagoniste per lo scudetto. Però nel calcio non sempre vince il più forte e l’organico non è una variabile indipendente».

Dunque, la Signora rimarrà irraggiungibile oppure Roma e Napoli potranno continuare a competere con i campioni d’Italia?

«Lo scudetto non si vince mai facilmente. Lo stapotere juventino c’è ma mai dire mai. E’ già successo in passato che abbia vinto chi non era favorito nei pronostici di inizio stagione. E Poi la favola del Leicester di Ranieri ci dice che l’impossibile può accadere».