La Stangata a De Laurentiis e Bigon!

     

    Quando ci si affida sistematicamente alla fortuna si finisce per rimaner fregati come polli e “Se non riesci ad individuare il pollo nella prima mezz’ora di gioco, allora il pollo sei tu”

    Era il 6 aprile, il Napoli, ammazzato da Parolo, comincia ad avere la consapevolezza di giocare il preliminare di Champions League. Roma e Juve vanno sempre piu su, il Napoli comincia a crollare nell’abisso, quel Napoli, partito dalla C ed arrivato sul tetto del mondo che crede di essere il piu furbo di tutti, quello che con pochi spiccioli ed investimenti oculati sbaraglia la concorrenza.

    Via Quagliarella? Speriamo che Cavani vada bene. Via Lavezzi? Con Cavani c’ha detto giusto, perché non puntare su Insigne? Via Reina? C’è Rafael. Ogni volta così. Però Juve e Roma nel frattempo prendono Iturbe, Vidal, Strootman.

    “Se non riesci ad individuare il pollo nella prima mezz’ora di gioco, allora il pollo sei tu”, diceva un giovane Matt Damon in un evitabile “Il giocatore” e qui di polli non se ne vedono all’orizzonte, nè in Italia nè in Europa dove nell’unica volta in cui il Napoli è testa di serie, si becca la squadra piu forte, non la piu preparata a queste sfide, e nonostante ciò nulla si è fatto per evitare una debacle.

    Ci si è lamentati, ci si è pianto addosso e si è rimasti sotto la pioggia sperando che un’anima pia ci porgesse un ombrello, riccioluto, in prestito con diritto di riscatto e ingaggio pagato. Ma ancora non ci si è posto un problema fondamentale, come quando Alan in Una notte da leoni, parla del Black Jack: “Non vado mica a giocare, vado a vincere”. Non ha pensato al come o alle conseguenze di una possibile sconfitta. E’ andato lì senza timori, con l’inconscienza di un inesperto. Alan però ci riesce a vincere , con metodi poco puliti, come il contare le carte, rifacendosi al mito di Rain Man, ma impossibili da realizzare visto il quoziente intellettivo altissimo che necessita questa tecnica. In questo momento il Napoli non ha nè la forza di vincere, nè la capacità di contare le carte. Continua imperterrito ad affidarsi alla fortuna investendo il meno possibile nel progetto, incassando ed andando avanti. “Ho imparato a vincere un po’ alla volta, ma alla fine ho capito questo: se stai troppo attento, la tua vita diventa un merdoso tirare a campare”. Torna Demon e quel film a ricordare com’è che si vince e soprattutto la scelta che bisogna fare: vincere o tirare a campare?

     
    L’Athletic ha voluto vincere. Si è preparato a questa sfida creando una ragnatela perfetta: due truffatori di strada, che per convenienza chiameremo Valverde ed Urrutia, per far pagare un salatissimo conto al gangster di turno, che per convenienza chiameremo Aurelio, organizzano un centro sportivo in cui Aurelio è sicuro di vincere affidandosi alla sua amata fortuna ed ai suoi informatori ma a quanto pare non tutto è andato secondo il verso giusto, il gangster non solo ha perso 30 milioni ma li ha regalati a Roma e Juventus, i sopracitati finti polli, amici e confidenti dei truffatori di strada.

     
    A giocare con la fortuna spesso ci si fa male. Chi disse: “Preferisco avere fortuna che talento” percepì l’essenza della vita ma se ne pagano le conseguenze se la fortuna gira. Se la fortuna ti porta ad un traguardo può benissimamente voltarti le spalle ed allora ti ritrovi solo. In questo mosaico che è la vita, la fortuna all’inizio di un’impresa ha il 100% dei tasselli, solo crescendo ed acquisendo conoscenze, sfruttando le proprie possibilità la fortuna si annulla ed allora si ripresenta solo quando il tuo talento incontra l’opportunità.

    De Laurentiis e Bigon sono rimasti quei bambini che si affidano solo ed esclusivamente alla dea bendata: speriamo di non prendere una squadra forte, speriamo di andare avanti con questi uomini, speriamo che il pallone giri nel verso giusto. Speriamo speriamo speriamo speriamo. Così non va, soprattutto se annunci la vittoria di uno scudetto. Gli scudetti non si vincono nè sperando nè affidandosi alla fortuna, si vincono con la qualità perché ciò che la fortuna da, la fortuna toglie. La fortuna non è altro che il nome popolare della legge dei grandi numeri.