Sportiello: vengo dalla serie D, non ho paura di giocare in una Big come il Napoli”

Marco Sportiello

Sportiello si confessa alla Gazzetta dello sport

Cinque anni  fa  Sportiello era in D e preparava a Seregno lo scontro playoff col Saint Christophe, oggi guida l’Atalanta e pensa più in alto: Napoli, Higuain, Italia, un futuro con mille orizzonti attraenti. Ma a sentire la parola carriera, Sportiello sorride: «Ancora devo iniziarla, è il secondo anno che gioco in A. Certo, non pensavo in così poco di arrivare a questi livelli ».

Lunedì ritrova Higuain, la stagione scorsa gli parò un rigore. Magari ha il dente avvelenato…

«Non credo che Higuain pensi a me, magari non sa neanche chi sono».
Lei però lo sa chi è lui, no?
«Io li affronto tutti come se fossero Higuain, sempre al 100%. Può fare gol chiunque».
Invece il Napoli la conosce bene: c’è Giuntoli, suo ex ds al Carpi, che la stima, le voci girano…
«So della stima di Giuntoli e la cosa è reciproca. Non so se sarò un osservato speciale, io penso a giocare e non ho paura un giorno di difendere i pali di una grande»

Dicono di lei: efficace ma poco appariscente, mai sotto pressione quando conta.
«A me non piace esasperare gli interventi che faccio, nel mio ruolo non posso permettermi di esaltarmi né di abbattermi.Dopo una gran parata, penso sempre che la partita non è finita. Basta una palla sporca, un’uscita con sufficienza e vanifichi ogni cosa buona. La freddezza? Per fortuna fa parte di me».

Cholista o barcellonista?
«Qui dico Simeone. Non lo conosco ma mi pare uno di carisma, un grande allenatore».

 

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