Sosa: “Il Napoli può puntare al secondo posto. Su Lavezzi…”

    Scrivi Sosa e leggi Napoli. Un legame impossibile da scindere. Quattro stagioni. 116 presenze e 28 gol. Un bottino che è bastato al Pampa per entrare nei cuori della tifoseria azzurra. Dalla Serie C alla Serie A, passando per la B.  Sempre protagonista, in una fase di rilancio di una squadra caduta in basso, e risalita grazie a quella scommessa vinta da Aurelio De Laurentiis. Adesso il Napoli è nella seconda fase. Sempre li, a lottare tre le prime posizioni negli ultimi anni. “Il Napoli per me può arrivare anche secondo perchè non credo che Genova e Sampdoria, pur avendo disputato sin qui un ottimo campionato, possano tenere il passo fino alla fine. Per il Napoli il terzo posto è quasi scritto. Possono puntare però al secondo. La Roma è una squadra forte, ma deve fare i conti con l’impegno Champions che porta via tante energie. Per il primo posto invece, dico assolutamente no. Do per scontato che la Juventus sia più forte di Roma e Napoli messe assieme”.

    Nelle ultime giornate abbiamo visto un Higuain più in palla: come si spiega l’inizio sotto tono? C’entra l’esclusione dalla Champions?

    “Assolutamente no. Non c’entra. Higuain è uno che a 18 anni giocava nel River. A 20 è arrivato nel Real Madrid, dove ha fatto più di 100 gol. Chi si permette di criticare Higuain sta parlando di un altro sport. Non si può mettere in discussione un attaccante dalle sue qualità. E’ un top player. L’inizio di stagione in salita credo sia dovuto solo al Mondiale che ha disputato, che lo ha tenuto impegnato fino alla finale. E’ normale che possa avere un calo, ma poi non appena si è sbloccato non si è più fermato”.

    C’è chi ritiene possibile un ritorno del Pocho Lavezzi a Napoli. Tu hai giocato con lui: pensi che possa accadere?

    “Parlo spesso con lui. Anche in questi giorni l’ho sentito tanto. Non gli chiedo niente di calcio però, altrimenti si arrabbia. Sarebbe sicuramente un bel regalo di Natale per una tifoseria come quella azzurra, che è legata soprattutto a giocatori come Lavezzi. Il Pocho può far bene o far male, ma ha quell’atteggiamento da scugnizzo che qui a Napoli ha lasciato l’impronta. Non è Maradona, ma un suo ritorno porterebbe di sicuro entusiasmo. Non è un giocatore che ti fa 20 gol all’anno, ma porta allegria e positività nel gruppo”.

    In estate abbiamo assistito al tormentone legato a Mascherano. Perché secondo te non è arrivato a Napoli?

    “Ho più volte ribadito che un giocatore delle sue caratteristiche sarebbe l’ideale per una piazza come Napoli. E’ uno che suda la maglia, come piace ai tifosi. Può adattarsi sia a centrocampo che in difesa, ma soprattutto ha gli attributi giusti per fare bene in un ambiente caldo è pressante come quello di Napoli. Non so se sia stato un problema economico o meno. Escluderei una scelta dettata dall’età: giocatori come lui, Pirlo, ma anche lo stesso Pizarro della Fiorentina, nonostante gli anni fanno ancora la differenza. Sono top player. Non so quale fosse il budget del Napoli, ma è stato un vero peccato non poterlo vedere qui”.

    Per te che sei stato un pilastro della rinascita del Napoli, cosa significherebbe un Napoli senza De Laurentiis?

    “Mi dispiacerebbe ovviamente tanto. Da quando è arrivato, il Napoli con De Laurentiis è sempre stato un crescendo costante. Adesso gli manca solo il salto di qualità, ovvero quel piccolo passo avanti per vincere lo Scudetto, o magari provarci già dalla prima giornata. Ho visto crescere il Napoli sotto le sue mani e so che lui ci tiene a portarlo in alto. Una sua cessione del club o un ruolo più defilato? Voci, fin quando non vedo i fatti però, non ci credo. Non è facile venire qui e comprare il Napoli. Credo costi tanto. Auguro comunque al presidente di tenere duro e continuare per la sua strada”

    E sul rinnovo di Benitez? Quali potrebbero essere gli ostacoli per prolungare con l’allenatore spagnolo secondo te?

    “Benitez vuole a disposizione una squadra per lottare per lo Scudetto. E’ un grande allenatore ed è giusto che sia così. Da quando è arrivato lui le cose si vedono con una prospettiva diversa. Personalmente mi auguro che possa restare per tanti anni. E’ un tecnico di grande spessore internazionale che può aiutare a crescere il Napoli nel mondo. Non so però, se ci siano alla base altre questioni legate al suo rinnovo”.

    Dall’azzurro del Napoli, a quello albiceleste dell’Argentina. Via Sabella, è arrivato Martino e con lui è tornato in nazionale anche Carlitos Tevez…

    “Era necessario rivederlo di nuovo con la maglia dell’Argentina. Stiamo parlando di un altro top player. Non è un giocatore che scopriamo solo ora. Ho sempre rispettato le scelte ma sono rimasto sorpreso quando ho visto che era stato escluso dal Mondiale. Adesso è tornato dove meritava di stare. A noi argentini fa soltanto piacere che un giocatore dalle sue qualità, dalla sua tecnica, possa giocare per la Seleccion. Nonostante un reparto fortissimo, un Tevez in più non fa mai male”.

    Vazquez, Dybala e la Nazionale Italiana…

    “Non sono affatto favorevole a soluzioni del genere. Ognuno deve rappresentare solo e soltanto il proprio paese in campo. Purtroppo non ho mai provato il piacere di scendere in campo con la maglia dell’Argentina. La mia opinione a riguardo è che non sono d’accordo che si possa decidere di cambiare nazionale come se fosse una squadra di club. E’ una questione di rispetto e attaccamento nei confronti del paese in cui sei nato e cresciuto.  Quando ascolti l’inno nazionale dovresti esser li a provare i brividi, e non provare imbarazzo quando i tuoi compagni di squadra cantano e tu no. E’ una sensazione strana, anomala. Dybala e Vazquez però stanno facendo un bel campionato e non è detto che in futuro per loro non possano aprirsi le porte dell’Argentina”.

     

    Fonte:gianlucadimarzio.com