La Settimana Azzurra: L’Arcobaleno di Gonzalo, le ali del “pichici” Calleti e la poesia centenaria di Napoli Milionaria

La Settimana Azzurra di: Bruno Marra

Anno VII, numero
Editore SSC Napoli, Via del Maio di Porto, n.9, Napoli
Proprietario SSC Napoli, Via del Maio di Porto, n.9, Napoli. Sabato mattina a Napoli c’era un Sole che solo qui si può vedere il primo novembre. Come se invece di Ognissanti fosse il solstizio di Primavera. La partita sta alle tre come una volta succedeva sempre. I bambini alle giostre, poi il pranzo veloce, ma senza mai saltare il dolce, e tutti insieme verso la strada della passione. Sciarpetta, bandiera, una maglia e un pallone. Con il Napoli del cuore.Il sabato del Villaggio con l’attesa dell’evento, come un dipinto di tanti anni fa, con l’orgoglio e la fierezza della Napoli Eduardiana, che si riscopre milionaria nella celebrazione di una poesia centenaria e di una cultura rivoluzionaria.

Quando tutto è cominciato quel Sole si è spostato sul San Paolo. E non c’è stato bisogno i qualche goccia d’acqua per vedere l’Arcobaleno, perché i colori se l’è inventati Gonzalo arrampicandosi nel cielo. Un semicerchio perfetto come una meraviglia di Giotto che a Piazza San Pietro ci avrebbero fatto un affresco.

L’ha aperta lui la Galleria d’Arte di Fuorigrotta. Il Pipita che non guarda il naso ma punta alla Luna. E dopo nemmeno 5 minuti abbiamo capito che la giornata era “schiarata”. Un panorama tanto bello che ognuno può prendersi il suo gioiello e scegliersi il suo pupillo, come un presepio con il bambinello.

L’irruenza e la velocità di Maggio, l’ordine e lo stile di Albiol, il  furore Dantesco del cerbero Koulibaly, la freccia nel fianco Ghoulam, il passaggio a livello sbarrato di David Lopez che non si passa manco con la Viacard, il solfeggio sontuoso di Jorginho, la “garra” di Gargano, la personalità di Inler, l’estro sfrontato e meraviglioso di Lorenzinho, la maestosità di Marek mio Capitano, l’ardore fiammingo di Mertens, il passo incalzante del Tanghero Adaluso, la faccia di marmo e l’epigrafe del gol di Josè Callejon. E la mani di Rafael che alla fine li abbraccia tutti dalla commozione.

Non c’è sintesi che possa rendere un’ora e mezza di spettacolo che nessun “highlights” potrebbe restituire alla perfezione. Come l’ultimo atto di una memorabile sceneggiatura, il frame del trionfo arriva al minuto 85. Gargano insegue e schioda un pallone dal territorio avversario, Inler lo scarica di fiducia e giustezza ad Higuain che dopo l’arco si inventa la bisettrice. Palla che spacca in due il campo, lì dove prolifera la “quinta del buitre”, il volo rapace di Calleti che ci mette le ali.

C’è ancora il Sole al San Paolo e ci sarà sempre su questo sabato primo novembre. Come un canto che arriva fin lassù e si libera nell’aria. Nell’immensa poesia di Napoli Milionaria…