Sarri porta tutti in ritiro. Il Napoli torna all’antico per la svolta.

    Sarri porta tutti in ritiro. Il Napoli torna all'antico per la svolta.

    Tutti in ritiro, il Napoli torna all’antico

    Sarri ordina : ” tutti in ritiro “. Il Napoli torna all’antico rito per il tour de force. Gli azzurri vogliono tre vittorie con Chievo, Benfica e Atalanta.

    Di: Antonio Giordano Cds

    TUTTI IN RITIRO. Psicologi, nel proprio piccolo, si diventa ed il calcio ha bisogno d’interpretare certe fasi: lo 0-0 di Genova ha lasciato un solco d’amarezza, e non è preoccupazione, e per intrufolarsi nel rush finale di questo primo tour de force che consegna (altre) tre gare in otto giorni (il Chievo stasera, il Benfica mercoledì, l’Atalanta la domenica successiva), meglio avvicinarsi decisamente ed in massa al fischio d’inizio.

    NAPOLI TORNA ALL’ANTICO. Ormai, ed erano tre anni, da quando Benitez passò al metodo Rafa, le occasioni di restare in un calcio un po’ datato, legato a schemi del passato, si sono diradate ed il ritiro è finito in soffitta, pronto ad essere ripescato nella tormenta del marzo 2014, quella scatenata dalla sconfitta interna nella semifinale di coppa Italia con la Lazio e dall’aut-aut di De Laurentiis. Il calcio di Sarri, e quello della sana provincia, non subendo il fascino delle pressioni esterne, ha potuto fare a meno di interventi che si potrebbero definire «estremi», «preventivi» o anche «cautelativi», fate un po’ voi; ma pure il Napoli di Sarri in ritiro c’è andato – e assai raramente – sempre per libera scelta: una sola sconfitta interna (con l’Inter, in coppa Italia), dunque la conferma che ad alcune abitudini si può rinunciare. Il ritiro è – dipende dai punti di vista – o noia o aggregazione: Benitez ne fece a meno fino a quando De Laurentiis non impose di rientrarci, per sfuggire alla «città tentatrice»; Sarri ci si accomoda (semplicemente) per scovare, in maniera alternativa rispetto alle consuetudini, l’energia per «vincere le prossime tre gare».

    COSA SI FA. Le foto ingiallite degli anni ‘70 – e anche prima e persino dopo – raccontavano quel calcio in cui spesso, pur giocando alla domenica, si partiva al venerdì: interminabili sfide a carte, il cinema al sabato sera come scolaretti. Il mondo si è evoluto, il calcio s’è adeguato: in trasferta si viaggia (quasi) all’ultimo minuto e il Barça – e anche altri – hanno insegnato persino a muoversi alla mattina stessa della partita; mentre in casa, potendo, s’evita di starsene rintanati con se stessi, e nei tablet, e c’è chi preferisce radunarsi all’alba del match. Il Napoli – che con il Milan era rimasto fedele al nuovo «codice» e pure aveva vinto – per la seconda volta ridisegna il suo calendario e scandisce la propria vigilia, né più né meno, con gli identici passaggi che l’hanno accompagnato al Bologna: ben trovati a Castel Volturno è una notte da 3.0 (un po’ vintage, assai occasionale)

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