Sarri, arbitri nel mirino «Rispettate me e la squadra»

    Il retroscena Il tecnico sabato sera è stato espulso per aver protestato

    Sarri, arbitri nel mirino «Rispettate me e la squadra»

     

    Arbitri nel mirino di Maurizio Sarri.

    «Rispettate me e la squadra». L’allenatore napoletano ha deciso di non restare in silenzio sui torti subiti. Con Pescara e Milan quelle decisioni che non sono piaciute.

    lo scrive il mattino

    Sarri, Arbitri nel mirino «Ccà nisciuno è fesso». Due giornate,gli bastano appena due giornate, perché Sarri arrivi alla conclusione che qui c’è il rischio di dover fare i conti con un nemico in più. Ovviamente, siamo nel campo dei soliti sospetti, ma chi incrocia Sarri scopre un tecnico agitato e preoccupato da uno strano clima attorno al suo Napoli. Una specie di sindrome da accerchiamento. La battuta ripetuta in tutte le salse sulla presunta discriminazione degli arbitri tra chi indossa in panchina la tuta (ovvero lui) e chi invece il doppiopetto (quasi tutti gli altri) non è causale e non è frutto di uno sfogo del momento, perché tutto ciò che dice Sarri è sempre studiato e ragionato.

    «Cacciare me che sono in tuta è più facile che espellere uno in doppiopetto» 

    «Rispettate me e la squadra»Il fatto è che, visto dal suo punto di vista, due sgarbi in meno di 180 minuti sono un boccone troppo aspro da poter ingoiare stando in silenzio. E, soprattutto, un segnale non buono verso una squadra che ha i galloni della big: e quindi merita rispetto. Nessun favore,ma almeno non deve essere danneggiata.

    Troppi torti: La sensazione è che viva già una strana inquietudine,come se si sentisse assediato. Sbaglia ad annusare puzza di bruciato? Una cosa è certa, il Napoli merita serenità, non fortini e forse Sarri esaspera le tensioni per caricare la truppa arroccata nel forte. Una strategia. Ma non è il solo che esagera. Perché anche Giacomelli (e Rocchi,quarto uomo) a Pescara e sabato sera Valeri hanno commesso degli errori gravi. Sarri si sente defraudato da un rigore e non fa che ripetere, come una filastrocca,il suo pensiero: chi ricorda un giudice di linea che convince l’arbitro, che peraltro aveva visto giusto, a tornare sui suoi passi e dunque a sbagliare? Le parole di sfida di Sarri agli arbitri sono anche un modo per autotutelarsi: lui ha tutto il diritto di essere antipatico, ma deve pagare solo se sgarra realmente.

     

    Tensione: La tensione è già alta, gli arbitri non sono impeccabili e allora il tecnico nato a Bagnoli ma cresciuto a Figline Valdarno ha deciso di non farsi passare la mosca sotto al naso. E ora avanti il prossimo