Sarnataro: “Napoli imbarazzante, tanti interrogativi, ma dalla loro gli azzurri hanno il tempo!”

    Il giornalista, Dario Sarnataro ha commentato attraverso il proprio profilo Facebook la deludente prestazione del Napoli sul Campo del San Siro:

    “Un Napoli veramente imbarazzante crolla sotto i colpi di un Milan assolutamente “normale” ma più combattivo, unito e con un’anima. Ha vinto la squadra che ha giocato meno peggio, con aggressività e con soli due giocatori, Menez e Bonaventura, in spolvero.

    Sono queste le sconfitte che più mi fanno arrabbiare perchè l’avversario (assolutamente niente di che…) ha vinto con poco sforzo, senza centrare la gara della vita. Il perchè è semplice: ha affrontato una squadra che stasera era senz’anima, senza personalità, senza spirito di squadra, poco compatto, un Napoli che ha giocato anche stasera con le “mani in tasca”, con un atteggiamento inqualificabilmente passivo. Due gol subiti a inizio dei due tempi, entrambi evitabili. E se sul primo Menez ha fatto la giocata, il secondo è inaccettabile: per l’ennesima volta nessuno contrasta il terzino (in questo caso Armero), per l’ennesima volta nessuno marca Bonaventura (un attaccante, non un alieno sceso dal cielo in area di rigore, quindi nessun effetto sorpresa). Il dato più agghiacciante, che simboleggia l’assoluto distacco della squadra di stasera, è la mancanza di reazione: dopo il gol di Menez primo tiro in porta dopo 16′ (David Lopez) ma zero occasioni importanti, tentativo di autogol di Mexes a parte. Dopo il raddoppio di Bonaventura, primo tiro in porta di Higuain dopo 26′.

    Dove è la reazione? Dove è l’orgoglio? Dove è lo spirito di squadra? Cerco di essere più equilibrato possibile e più cronista possibile (e mi scuso se non dovessi riuscirci): non mi preoccupa tanto la sconfitta di stasera (perchè si può perdere, anche se non assolutamente così, a Milano; il terzo posto è distante appena 2 punti, è ancora alla portata) quanto l’atteggiamento della squadra: senza voglia, senza idee, senza rabbia agonistica, senza personalità. E così come non mi appassiona la dicotomia tra scuole di pensiero (rafeliti e antirafeliti), non ci sto neanche al gioco della gogna o della caccia al colpevole: di questo momento difficile (3 punti in 4 gare, 8 gol subiti) non è responsabile solo la società, solo Benitez o solo i giocatori, ma tutti! Nessuno deve sentirsi assolto da una situazione preoccupante, ripeto, per la mancanza di anima e non per gli errori tecnici che al limite si possono anche accettare se si gioca con generosità, con piglio, con animus pugnandi, con “cazzimma”.

    E allora parto con alcuni interrogativi…

    La società: dovè è? perchè è assente? perchè non si fa sentire? prenderà provvedimenti? perchè non dà risposte alla tifoseria?

    Benitez: perchè non riesce a dare impulsi nervosi alla squadra? perchè non li carica? in questo momento è proprio da scartare l’idea di un modulo diverso con Zapata e Higuain in campo? E’ ancora aderente alla realtà del calcio di oggi avere dogmi tattici inscalfibili? E’ proprio inutile assumersi pubblicamente qualche responsabilità?

    La squadra: come si fa a scendere in campo con questo atteggiamento passivo? dove è finito Albiol? Callejon è mai tornato dalla Nazionale? Perchè Higuain è sempre così stizzito? Perchè non c’è stata col Milan la voglia di vincere? Che fine hanno fatto l’aggressività e la convinzione ammirate prima della pausa?

    Ultima domanda: le vittorie e le splendide prestazioni con Roma e Fiorentina sono l’eccezione e queste prestazioni la regola di questa stagione?
    Con questo ko è finita anche la tiritera della serie “positiva” di 11 partite consecutive. Ed anche il “luogo comune” che il Napoli non sbaglia mai le gare con le grandi è andato a farsi friggere…

    Detto questo il tempo è dalla parte del Napoli: il terzo posto è a due punti, toccando le corde giuste questa squadra può risorgere perchè tecnicamente è forte, non sfasciamo ma costruiamo, ma tutti, TUTTI, si diano una sveglia…
    Sia chiaro: le tragedie sono altre, nessuno intende puntare il fucile, il calcio è solo uno sport. Tuttavia è assolutamente imprescindibile rispettare l’enorme passione e le generose tasche dei tifosi.”