Saranataro: “Il Napoli sta buttando colpevolmente la stagione!”

    di Dario Sarnataro

    La delusione è enorme ed anche la rabbia per come il Napoli sta buttando, colpevolmente, la stagione in modo banale. Da cronista riassumo il mio pensiero in cinque punti:

    1) IL NAPOLI NON SEGNA PIU’: LIMITI E SFORTUNA. La squadra che ha limiti strutturali evidenti in difesa ha sempre poggiato le sue fortune sulle grandi qualità dell’attacco. Il Napoli non sa più segnare, e solo in parte si capiscono i motivi. Stasera, oggettivamente, gli azzurri non meritavano la sconfitta ed anzi tra le due squadre quella che avrebbe meritato di più è proprio il Napoli. Gli azzurri hanno costruito cinque palle gol (a differenza della Lazio che ne ha create appena due) e non sono riusciti a segnare: c’è sicuramente sfortuna (nel palo o nei salvataggi sulla linea) ma anche poca convinzione sottoporta (e la scarsa forma di Higuain è determinante).

    2) LETTURA DELLA PARTITA: COSI’ DIFFICILE? Inaccettabile che un tecnico importante come Benitez non sappia leggere la partita. E lo metto in evidenza non alla prima occasione ma alla decima, almeno. In Italia, purtroppo o per fortuna, vige il calcio tattico. Dunque, a differenza di Inghilterra e Spagna, nel corso delle partite le squadre cambiano spesso assetto e posizioni dei propri calciatori. Possibile che inserire Lulic e spostare Felipe Anderson a destra sia bastato per mettere in scacco uno con le credenziali di Rafa? Era tanto difficile aggiungere Zuniga o Strinic a Ghoulam per provare a bloccare Felipe Anderson? E’ proibito cambiare modulo negli ultimi 20′ per guadagnare l’accesso in finale di coppa? Magari con un difensore in più il Napoli avrebbe perso 0-3 e non 0-1, ma visti i precedenti provare a leggere o cambiare la partita è proprio impossibile o inutile? L’integralismo non è mai una virtù, nel calcio come nella vita.

    3) CONVINZIONE E CATTIVERIA: il Napoli stasera meritava, ripeto, probabilmente di vincere e non solo di pareggiare, tuttavia questa squadra palesa mancanza di cattiveria, cazzimma e convinzione, in difesa come in attacco. Sembra anche che la squadra sia poco coesa, al di là dell’abbraccio a metà campo a inizio partita. E, ma questo non è un reato, il Napoli non ha assolutamente personalità, mancano leader, non ci sono giocatori di grande temperamento, dentro e fuori dal campo. Un limiti evidente quanto grosso.

    4)IN CAMPO I PIU’ IN FORMA, SERVE PIU’ AMOR PROPRIO
    Ora, più che mai, serve mettere in campo i più in forma, annullando ogni rotazione scientifica. Quindi, a mio modesto avviso, fuori Albiol, Lopez, Callejon, De Guzman, turni di riposo anche per Higuain e Ghoulam, si rischi di più con Zuniga e Insigne, affidandosi sempre a Koulibaly, Gabbiadini, Inler e Mertens, almeno per ora. La sensazione è che questa sqyadra sia anche poco conscia dell’importanza della maglia azzurra, avendo, nel suo complesso, poco contatto con la città e con le rilevanza della piazza.

    5) AL BANDO IL DISFATTISMO: De Laurentiis ha deciso per il ritiro a tempo indeterminato e, soprattutto, è finalmente intervenuto con dichiarazioni pubbliche. Se il ritiro servirà o meno lo capiremo sin da domenica. In questi momenti è però giusto imparare dagli errori, fare esami di coscienza, assumersi le responsabilità ma non rompere il giocattolo. Ora è il caso di mettere al bando ogni disfattismo e provare a salvare la stagione nelle ultime 9 gare di campionato e nelle partite di Europa League. Sarebbe controproducente mettere tutti alla sbarra, proprio ora serve equilibrio, al netto dell’assunzione di responsabilità. Occorre sostenere, vigilare ma non processare per direttissima. Sarebbe sbagliato, un’ulteriore harakiri. Soprattutto, anche se ammetterlo è frustrante, per una squadra che, nonostante i problemi, non è assolutamente inferiore a Roma e Lazio, tanto per citare le ultime due squadre affrontate. Affinchè lo scempio non prosegua, meglio mettersi in riga e reagire, evitando disfattismi. Tanto alla fine della stagione mancano 53 giorni.