Sannino:”Rafa alla fine resterà, il mio sogno e’ sedere sulla panchina del Napoli, anche solo un giorno”

Sannino parla al Mattino

La partita di Sannino, l’ex tecnico rosanero è nato ad Ottaviano  «Napoli, a Palermo evita il pressing alto»

«La sfida a centrocampo decisiva. Gli azzurri devono comandare il gioco e gestire il ritmo della gara»

Napoletano di Ottaviano, era un ragazzino quando si trasferì aTorino perché il papà venne chiamato a lavorare in Fiat.
Giuseppe Sannino è uno dei tanti giramondo che hanno fatto strada lontano da Partenope. «PeròNapoli resta sempre la mia città, la nostra città».

Da giovanotto era soprannominato ciabattino perché andava in giro sempre con gli infradito.
Da calciatore ha frequentato campi e squadre al massimo di C, quando ha smesso ha lavorato come impiegato all’Asl.

Da allenatore ha fatto una gavetta infinita. Quasi sempre dalle parti della Brianza, in pieno Nord.

Ha conosciuto la serie A con Siena, Palermo e Chievo. «Quanto basta per dire che il nostro resta un campionato competitivo e affascinante, oltre che particolarmente difficile».

Napoli è la suacittà, a Palermo ha lasciato un pezzetto di cuore.
«Facile dire che è anche la mia partita. Lavedrò e sono certo di non annoiarmi. Si affrontano due squadre che amano fare gioco»

Il Napoli non si ferma più, i siciliani sono crollati a Milano.
«Non meritavano uno scarto così pesante. Se avessero fatto gol prima,non so come se la sarebbe cavata Mancini».

Deciderà Dybala  o Higuain?
«Bella domanda.Gonzalo è un fenomeno.Ma è tutto il Napoliche lì davanti mette paura a chiunque».

La panchina del Napoli cosa rappresenta per un napoletano?
«Un sogno. Uno di quei sogni che ti accompagnano per tutta la vita e che non si realizzano mai. A me basterebbe sedermi sopra anche un solo giorno».

Benitez forse la molla per tornare in Inghilterra.
«Storie. Vedrete che alla fine resta. Giusto così, solo Rafa adesso può farci vincere qualcosa».