Il San Paolo la forza del Napoli. Azzurri in casa imbattuti in Champions

    Il San Paolo la forza del Napoli. Azzurri in casa imbattuti in Champions

    Azzurri in casa imbattuti al San Paolo in Champions: sei vittorie e un pareggio

    Il San Paolo la forza  del Napoli. Oltre quarantamila tifosi a Fuorigrotta per spingere Milik & compagni verso il successo contro il Benfica

    Di: Antonio Giordano  corriere dello sport

    La Champions è il Calcio, nella sua espressione più alta, e tre anni sono trascorsi ripensando a quel’11 dicembre, a Napoli-Arsenal, un battito animale, mentre altrove, a Marsiglia, il Borussia Dortmund balbettava: fuori, però, in quel modo, come nessuno mai. E ora che la musica è nell’aria, e quell’eco devastante è annunciato, saranno quarantamila – magari quarantacinquemila – per regalarsi una serata d’onore, per immergersi in questo fottobal che sembra fantascienza.

    Il San Paolo la forza  del Napoli

    E’ stato bello, sul serio, dal 14 febbraio del 2013, da quello scioccante 3-0 Viktoria Plzen, lo «sparring partner» (in teoria) dei sedicesimi di finale di Europa League che arrivò al san Paolo, mollò una serie di ceffoni al Napoli di Mazzarri, prenotò gli ottavi e se ne andò di slancio, allegro, eccome, passeggiando persino nel ritorno. L’ultima volta, ma fu dolorosa, è un neo che si smarrisce in lontananza, un incidente (un tonfo, va) che svanisce dinnanzi alle quindici partite senza macchia (e quasi senza paure) regalate da Benitez e da Sarri in questo triennio del «Vecchio Continente» in salsa partenopea.

    IMBATTUTI. Napoli è mille colori, però è l’azzurro che domina, nella Fuorigrotta a dimensione internazionale: in Champions, da quando l’erede della vecchia, e cara coppa dei Campioni è nata, non c’è stata una, che fosse una a lasciare cicatrici nella carne, nella testa. Eppure sono passate il Bayern Monaco e il Manchester City, il Chelsea ed il Borussia Dortmund, l’Arsenal e l’Olympique Marsiglia: sei vittorie, un solo pareggio, a cui aggiungere quell’1-1 con l’Athletic Bilbao, nel preliminare, che costò la gloria. Però, nel piccolo, anche questo è un primato o anche la connotazione d’una squadra che ha fatto in fretta a scovare i codici giusti per starsene nel salotto buono del Grande Calcio.

    LA FEBBRE. Sarà (egualmente) una notte speciale, pur senza il pienone, ma i quarantamila (o su di lì) si faranno sentire, provvederanno a modo proprio, aspettando l’inno della Champions, per salutarlo, accompagnandolo, con l’urlo «dolcemente brutale» ch’è diventato il marchio del San Paolo. E si ripartirà così, da lì.

    CASA, DOLCE CASA. Il resto toccherà al Napoli, che là dentro si trasforma, diventa prepotente, segna in maniera esagerata: sedici reti nelle ultime quattro partite (con Sarri), sei anche con Benitez nelle sette sfide di Europa League, quella della finale strappata (anche) a Fuorigrotta contro la Dnipro.

     TUTTI A CASA. E però sarà una partita «qualsiasi», o almeno tale sta provando di renderla Sarri, che ha scelto il profilo bassissimo ed ha introdotto, per l’occasione, l’abolizione del ritiro: è bastato quello di venerdì sera, alla vigilia del Chievo, per mettere dentro energia e trovare il collante. Ma Napoli-Benfica non ha bisogno di stimolazioni, né d’una preparazione rigorosa: la tensione nasce da sé, basta guardarsi un po’ intorno.