Salvo D’Acquisto, la storia di un’eroe partenopeo

Salvo D’Acquisto nacque a Napoli in via San Gennaro nel rione Antignano nell’Ottobre del 1920. Si arruolò giovanissimo nei Carabinieri come volontario il 15 agosto 1939 e partì per la Libia a pochi mesi dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale.


Tornato in Italia nel 1942 per seguire un corso per sottufficiali a Firenze, conseguì il titolo di vicebrigadiere. L’8 settembre 1943 fu assegnato alla caserma dei carabinieri di Torre in Pietra a Roma.

A seguito di un’esplosione che uccise diversi militare tedeschi, le SS organizzarono un’azione di rappresaglia attraverso il rastrellamento di 22 civili scelti a caso tra gli abitanti della zona.

Il vice brigadiere D’Acquisto fu costretto a seguire i tedeschi con i loro prigionieri sino a Palidoro nella piazza principale. Dopo un sommario interrogatorio, durante il quale ciascuno professò la propria innocenza l’ufficiale tedesco ordinò che tutti i 22 civili fossero uccisi.

Salvo D’Acquisto per salvare i 22 innocenti si accusò del presunto attentato e venne fucilato al loro posto, compiendo un gesto di grande coraggio e nobiltà d’animo.  I civili vennero rilasciati subito dopo e per questo motivo a Salvo D’Acquisto venne conferita la Medaglia d’Oro al Valore

«Esempio luminoso d’altruismo, spinto fino alla suprema rinuncia della vita, sul luogo stesso del supplizio, dove, per barbara rappresaglia, era stato condotto dalle orde naziste insieme a 22 ostaggi civili del territorio della sua stazione, pure essi innocenti, non esitava a dichiararsi unico responsabile di un presunto attentato contro le forze armate tedesche. Affrontava così — da solo — impavido la morte, imponendosi al rispetto dei suoi stessi carnefici e scrivendo una nuova pagina indelebile di purissimo eroismo nella storia gloriosa dell’Arma.»