Rummenigge affonda sul Fair Play Finanziario: “L’UEFA deve insistere, guardate il PSG… non è corretto”

     

    Karl-Heinz Rummenigge è il CEO del Bayern Monaco

    Il boss del Bayern Monaco Karl-Heinz Rummenigge ,affonda sul Fair Play Finanziario, ritenuto imprescindibile per il futuro del calcio.

     

    Si può a buon diritto dire che Karl-Heinz Rummenigge sia uno degli uomini più potenti del calcio europeo, visto che non solo è il CEO del Bayern Monaco, ovvero colui che prende le decisioni in casa dei campioni di Germania, ma anche il presidente dell’ECA, l’associazione dei top club continentali che si siede al tavolo con l’UEFA per dibattere dei temi più caldi.

    E proprio in questa doppia veste Rummenigge parla in esclusiva all’edizione tedesca di Goal, affondando il colpo sul tema a lui assai caro del Fair Play Finanziario. Indietro non si torna, anzi bisogna stringere ancora di più, questo il pensiero autorevole di Kalle ed ovviamente del Bayern.

    Dopo la fase di implementazione durata 3 anni, ora da luglio scorso si fa sul serio – spiega Rummenigge – Alcuni club già sono stati puniti, Michel Platini vuole far crescere lentamente il suo bambino… ed è una cosa necessaria. Oggi noi abbiamo un mondo del calcio professionistico in Europa, in cui il 65% dei club sta perdendo denaro. Non è uno scenario sano. L’UEFA deve continuare questa sfida e supportare le buone gestioni. Altrimenti si continuerà con l’irrazionalità di spese folli per gli acquisti, il che poi porta a problemi più grandi. La partenza è stata buona“.

    Kalle poi attacca ulteriormente, prendendo ad esempio il suo storico ‘cavallo di battaglia’, ovvero il Paris Saint-Germain, indicato come la sintesi di quello che il calcio non dovrà più essere: “Noi abbiamo bisogno del Fair Play Finanziario perchè altrimenti le squadre che sono nelle mani di un solo individuo sarebbero molto avvantaggiate. Guardiamo il PSG: ci sta dietro una grande azienda, con denaro quasi infinito. Poichè la forza di una squadra dipende dal mercato, il PSG potrebbe investire illimitatamente. Noi pensiamo che questo non sia corretto“.

    Da quando c’è stata la sentenza Bosman, quasi 20 anni fa, gli ingaggi sono aumentati sempre di più e noi ora abbiamo questa responsabilità, di lavorare in modo sostenibile – argomenta Rummenigge – Da presidente ECA cosa penso del debito astronomico del Real Madrid di 602 milioni di euro? Real e Barcellona non sono il grande problema. Sebbene abbiano un grande debito, la cosa non viola il FFP. Quindi nessun problema. La regola del FFP è infatti basata sul pareggio di bilancio, ovvero semplicemente non spendere più di quanto si incassi. E la maggior parte dei club ora opera così, ma ci vorrà del tempo“.

    C’è un cambiamento nel comportamento dei presidenti, sennò dovremmo dire che oligarchi e sceicchi sono necessari. Nel 2009 l’ECA ha fatto una riunione a Manchester, c’erano i rappresentanti di 150 club e tutti erano a favore del FFP. Anche una Ferrari può fare danni se guida troppo veloce… il PSG è stato condannato la scorsa estate per violazioni del FFP. Gli è stata comminata una grossa multa ed il taglio del roster da 25 a 21 giocatori per la Champions. Non si possono interpretare male i segnali che vengono dati, e non credo che l’UEFA possa essere minacciata da qualche presidente, non importa in che macchina sia seduto…“, è l’affondo finale di Rummenigge, indirizzato al boss del PSG Nasser El-Khelaifi.

    fonte Goal.ger