Roberto Sosa: ” Accolsi Hamsik nel 2007, Marino però mi chiese di tenere d’occhio il Pocho”

Roberto Sosa

Roberto Sosa el Pampa : «Hamsik è semplice e genuino, si vedeva che possedeva la stoffa per fare carriera».

Roberto Sosa ha parlato di Marek Hamsik al quotidiano il Mattino.

Aveva la faccia del ragazzino, sbarbatello, pochi tatuaggi sulla pelle e un paio di fugaci apparizioni in serie A. Arrivò in punta di piedi, tipico del suo carattere schivo e riservato, accolto da un veterano di quel gruppo Roberto Sosa detto “il Pampa” :

Sosa non potè svezzarlo più di tanto.
«Quell’anno arrivarono Lavezzi, Gargano e altra gente. Il direttore Marino mi chiese di tenere d’occhio il Pocho. Hamsik sapeva cavarsela da solo».

È sempre stato così taciturno?
«È il suo carattere e va bene così. L’importante è che faccia parlare il campo, non che parli lui».

Molti gli rimproverano di essere troppo “molle” come capitano

«Non sono d’accordo. Ognuno ha il proprio modo per guadagnarsi la fascia e il rispetto dei propri compagni».

Cosa ti colpì di Hamsik?
«Aveva grandi doti calcistiche, questo era abbastanza evidente.Pur avendo giocato in B, seppe adattarsi alla massima serie perfettamente e in breve tempo. Facemmo cinquanta punti e lui segnò dieci reti, tante per essere alla primastagione in A».

La sua qualità migliore?
«È un professionista esemplare. Se in allenamento sideve fare dieci, noi sudamericani proviamo a fare nove e lui fa undici. Puntualissimo, non saltava mai un allenamento, è sempre in testa al gruppo durante il lavoro quotidiano. Queste cose ti fanno capire che Marek è un punto di riferimento, un vero capitano».

Con Totti è una delle ultime bandiere di un calcio che ormai non ne conosce più.

«Gli è stata offerta la possibilità di trasferirsi al Milano alla Juventus e ha rifiutato. Napoli lo ha adottato e Mareksi è legato in maniera straordinaria».