Repubblica: Uno stadio per far parte dei grandi D’Europa

Come in Inghilterra, Spagna e Germania, solo chi ha un impiano di proprieta’ entra fra le potenze del calcio.

scrive Antonio Corbo:

Sta giocando il Napoli la partita più difficile. Quella che determinerà introiti e dimensioni nei prossimi anni.

L’attuale fatturato è quasi la metà dei 340 milioni dellaJuve, primato italiano ancora lontano dai circa 500 di Real Madrid e Barcellona.
A Torino il marketing è esploso conlo J-Stadium, costruito dalla Juve. Come in Inghilterra, Germania e Spagna, anche in Italia solo chi ha un impianto tutto suo entra più velocemente
fra le potenze del calcio europeo. Lo diceva Benitez, l’ha capito De Laurentiis. Si spiega tutto il suo furore nei rapporti alterni con il Comune.
Mai tanti annunci del sindaco e l’illusione del presidente di poter chiudere i conti solo con l’amico de Magistris hanno complicato le due trattative.
Quella per la convenzione ormai scaduta va mercoledì all’esame del consiglio comunale, quella perla concessione del San Paolo (diritto di superficie per 99a nni) si allontana.

Mercoledì si discute quindi la sola convenzione.

In consiglio non è andato finora il sindaco né l’assessore al ramo, ma Auricchio. Dovrà sostenere la richiesta del canone di 650mila euro l’anno,che lascia perplessi i consiglieri
raccolti intorno all’avvocato Gennaro Esposito di “Napoli tua”, il più ostile. Se salta l’accordo, scatta il piano B.
Previsto per legge. Il Napoli può ottenere lo stadio «a chiamata individuale ». Nella notte del bilancio, 7 agosto, un emendamento rese più sfavorevoli le condizioni. Il Napoli dovrà versare
il 10 per cento (non più il 6,5) dell’incasso, al netto di Iva e Siae. Senza detrarre la spesa degli steward, né gestire buvette e pubblicità. Una settimana davvero difficile, in attesa di Napoli-Fiorentina.