LA REPUBBLICA – Sconfitte, gialli e sfuriate. Il Napoli è nella bufera. Accuse anche a Benitez

     

    E’ già un addio ai sogni di gloria, dopo appena tre giornate di campionato. «Il nostro obiettivo è vincere la prossima partita: nient’altro», ha abbassato con amarezza l’asticella Rafa Benitez, cancellando dal vocabolario azzurro la parola scudetto.

     

    Il suo Napoli sta andando alla deriva, pericolosamente: inghiottito da un vortice di delusioni e sconfitte, che l’imprevisto ko di ieri pomeriggio a Udine (1-0) rischia di trasformare in un gigantesco buco nero. La società ha subito smentito le voci di un presunto dopo gara ad alta tensione, con Higuain furibondo all’uscita dal campo e il vice presidente Edoardo De Laurentiis in collera con i giocatori, nello spogliatoio.

     

    «Tutto falso, non è successo nulla». Ma la tensione tra i tifosi ha superato i livelli di guardia e comincia a serpeggiare scetticismo pure per le mosse dell’allenatore spagnolo, che in Friuli ha rivoluzionato senza successo la sua squadra: aumentando solamente la confusione. Nuovo modulo tattico (4-4-1-1) e interpreti differenti. Benitez non si è accontentato del sofferto successo di giovedì scorso contro lo Sparta Praga e ha cambiato ancora, a dispetto dei timidi progressi mostrati dal Napoli in Europa League.

     

    Per proteggere un po’ meglio la difesa, il reparto finora più deludente e discusso della squadra, Rafa s’è affidato ai nuovi acquisti spagnoli Lopez (discreto) e Michu (disastroso), avanzando sulla fascia anche il colombiano Zuniga. Ma la coperta azzurra si è dimostrata ancora una volta troppo corta. Il portiere Rafael ha infatti subito gol ugualmente (per la sesta gara ufficiale consecutiva, tra coppe e campionato) e la rinuncia in attacco a Callejon, Mertens e Hamsik ha diminuito drasticamente la pericolosità del reparto offensivo.

     

    Il tiro più pericoloso verso la porta dell’Udinese è stato di Gargano, che ha scheggiato il palo nel finale del primo tempo. All’Udinese di Stramaccioni è bastato stringere i denti e aspettare il suo momento, arrivato poi puntualmente nella ripresa, con il colpo di testa vincente in mischia (26’) di Danilo. «Contro le grandi bisogna fare così: lottare e soffrire, con umiltà».

     

    Per Benitez è stata una punizione severa. «Avevamo il controllo totale della partita e stavolta la difesa è stata quasi perfetta, mentre in attacco non siamo stati incisivi». La squadra ha dei limiti oggettivi, al di là dell’effetto domino per l’uscita dalla Champions. È un Napoli frastornato, certo, ma anche più debole. E non sarà facile correggerlo in corsa.

     

    La Repubblica