Repubblica: Investimenti tardivi e modesti,tifosi illusi e delusi

     

     

    IL NAPOLI ha sfiorato la vittoria, nel finale si è visto sbandare l’Athletic Bilbao, la qualificazione non è probabile, ma ancora possibile.

    L’ovvio vuole la sua parte, e la trova subito in molte interviste, che discorsi da bar e sale scommesse, a tratti sul web. È difficile ma molto più interessante capire che accada ai vertici, tra De Laurentiis e Benitez. Nessuno dei due sembra disposto a scoprire il guasto in una macchina fuori controllo. L’errore salta fuori, se si rivedono le strategie di un mercato infelice, non solo povero. Il Napoli fermò subito Benitez. Il piano era ambizioso: Mascherano primo acquisto, strutture per i giovani, uno stadio tutto del Napoli.Quando si dice: un progetto.
    PERSO Mascherano, per il no di De Laurentiis e i forti dubbi dello stesso giocatore, interviene ancora la società. Detta la linea: prima vendere, poi comprare. È qui che va in tilt il Napoli. L’idea è corretta, ma richiede una società agile sul mercato, operatori bene introdotti, mezzani coinvolti negli affari, i giri torbidi bisogna conoscerli, le società più astute sanno fare buona réclame per piazzare i doppioni. I giornali invece sollecitati da annunci e personalismi registrano solo voci di trattative e viaggi internazionali per acquisti mai fatti. Gli effetti sono evidenti: tifosi illusi e delusi, vendite a rilento, confusione e paradossi nel Terminal Napoli. Un veloce check-up segnala:
    1) Rafael è bravo ma non trasmette la serenità dell’istrionico Reina, non avendone ancora il carisma. Da Reina più Rafael a Rafael più Andujar: è un bel passo indietro.
    2) Venduto Behrami senza che Benitez tentasse di recuperarlo, il Napoli ha un solo incontrista: Gargano che l’altra sera ha tenuto il Napoli in piedi. Diventa incedibile il primo dei cedibili.
    3) Confermato Inler, ma Benitez gli preferisce Gargano dopo aver visto il gol di Pastore.
    4) L’assenza di Zuniga è da spiegare. Gioca intanto Maggio, un terzino d’attacco, questo esclude Ghoulam. Occorre sul versante opposto un tipo diverso: chi sappia difendere, quindi, alto sui calci piazzati. Non Ghoulam. Torna a galla Britos, un altro che andava ceduto subito.
    5) Fernandez lascia una decina di milioni, ma anche il centro della difesa è vulnerabile: Koulibaly promette ma soffre un po’ sulle palle basse ed è ancora incerto nei rinvii. Albiol non marca, gli lancia solo sms.
    6) La prova di Hamisk, tirato via mentre il Napoli prendeva quota, rafforza i dubbi su posizione e ruolo di leader. A fine partita arriva De Guzman. Basta? Visto Hamsik, al Napoli serve almeno un mediano di qualità, tecnico e di personalità, uno che sappia guidare la squadra. È lui?
    Investimenti tardivi e modesti, dopo vendite parziali e lente. Di queste contraddizioni in un mercato maldestro dovrebbe rispondere non solo il presidente, che di calcio sa poco. Anche i prof. Benitez, che si defila, rassegnato a tutto. Se non è già una risposta il mancato rinnovo del contratto.

    A.Corbo la Repubblica