LA REPUBBLICA: Corri Emiro corri, qui ci si annoia

 

Il declino del Napoli non è solo negli 8.500 abbonati.

Ma nella mancanza di argomenti che sappiano entusiasmare, coinvolgere, rapire i suoi tifosi.

Tutto ciò che è vero, passa in archivio.
Tutto ciò che è fantasia, ipotesi, vaniloquio diventa il tema dei giorni.
Se ne accorgerà anche Aurelio De Laurentiis. La comunicazione è il suo lato debole, pur avendo il Napoli valorosi professionisti.
Se il presidente comunica solo attraverso tweet o la radio di fiducia (che non interrompe neanche un suo sospiro) è inevitabile affondare nella carenza di argomenti. Né li fornisce il mercato con la deludente campagna acquisti, ancora meno la squadra già escluda da Champions e lotta per lo scudetto. Di eccitante dimane solo qualche intervista televisiva di Bigon. Sarebbe capace di tradurre una rissa con morti e feriti in una messa cantata nell’altare maggiore di una basilica.
Il vuoto di notizie, di prodezze suggestive, di trionfi esaltanti provoca noia ma anche disinformazione.
Va di moda ora parlare dell’emiro che rileverà il Napoli. Ma chi l’ha detto?
Al silenzio della carta stampata si contrappone uno sciame di illazioni nel web.
I fatti sono:
1) Il comunicato del 17 settembre.
“Con riferimento alla notizia riportata negli ultimi giorni da numerosi organi di stampa e da alcuni media in ordine alla paventata esistenza di trattative riguardanti la cessione di tutta o parte della S.S.C. Napoli S.p.A. a gruppi imprenditoriali Statunitensi o Qatarioti ed alla ricerca di possibili soci per il finanziamento di un nuovo stadio, si precisa che tali informazioni sono completamente prive di ogni fondamento. Si smentisce pertanto perentoriamente l’esistenza di qualsiasi tipo di trattativa avente ad oggetto la cessione della S.S.C. Napoli S.p.A. come la ipotizzata ricerca di investitori da associare nella costruzione di un nuovo impianto destinato ad ospitare le gare di calcio della prima squadra del Napoli”.
Il Napoli quindi smetisce contatti per cedere la società, ma anche rircerca di partner per lo stadio.
Né la prima né la seconda smentita rappresentano una certezza. Un giorno o l’altro il Napoli potrà anche essere ceduto, un giorno o l’altro qualcuno potrà anche concorrere al progetto di fattibilità per il San Paolo.
Al momento di concreto c’è meno di nulla.
2) È difficile che un emiro venga ad investire a Napoli. Ma Napoli la vedete com’è ridotta? Ma non vi dice niente Bagnoli che era il sogno degli urbanisti, il grande futuro, e dopo oltre vent’anni è mare inquinato, è indagine per truffa, è il sospetto di un’altra clamorosa ruberia?
Gli arabi cercano metropoli diverse per accreditare nel mondo occidentale il loro impero economico ed affaristico. In Italia puntano sulla Costa Smeralda, in Europa su Londra e Parigi. Quale investimento può attrarre un emiro a Napoli? Il nuovo porto? Ma ci vorrà tempo, vista la ressa di mediocri figure che si mobilitano per bloccarne lo sviluppo.
3) Il contabile Chiavelli, si dice, spinge per la cessione. Tutto da dimostrare. Ma quanto conta Chiavelli nelle decisioni di un lunatico e a tratti geniale imprenditore come De Laurentiis?
4) Nessuna banca italiana in questo momento è al corrente dei progetti di De Laurentiis. Possibile che chi deve sapere non sappia nulla?
Conclusione: non avendo grandi temi da discutere, grandi campioni da amare, grandi vittorie da commentaresi crea per il Napoli un luogo virtuale di conversazione. La fantasia stinta delle non notizie. Come costruire una discoteca sulla nuvole, immaginare la musica, correre in pista e mimare un ballo.
Ci si dimentica persino di Inter-Napoli.
Attento Aurelio, ora che anche il Papa parla tra la gente, comunicare solo con tweet è un omaggio a Califano. Tutto il resto è noia.
E qui i tifosi veri si stanno proprio annoiando.
Corri Emiro corri, qualcuno dia una notizia ai tifosi.