Rafael: «Stavolta l’eroe sono io»

Si riscatta dalle critiche mettendo k.o. Buffon

NELLE SUE MANI Si è affidato il Napoli per contendere il trofeo ai campioni d’Italia. E si è supe­rato. Non solo è stato decisivo nei tempi regolamentari, com­piendo due prodezze su Tevez e una su Lichtsteiner, ma è stato determinante ai calci di rigore. In quegli interminabili minuti non ha perso la concentrazione, raccolto nei suoi pensieri, re­spingendo gli avversari man mano che si avvicinavano al di­schetto. Ha prima saputo ipno­tizzare Giorgio Chiellini, re­spingendogli il tiro: se non l’avesse fatto, la Juve avrebbe vinto. Poi si è ripetuto su Pa­doin, consegnando il trofeo nel­le mani di una città che ha vis­suto con trepidazione l’evolver­si della conquista.

IN PREGHIERA Ha avuto giusto il tempo di alzare lo sguardo al cielo, Rafael, e accennare una preghiera prima di essere som­merso dall’abbraccio dei com­pagni. La sua fede in Dio lo ca­ratterizza, non c’è momento della giornata in cui non ci sia un attimo di preghiera e ringra­ziamento. Anche ieri, prima, durante e dopo la gara.

La gazzetta