Quanto costa essere tifoso? La Serie A in ordine di prezzo

Abbonamenti, biglietti, ingressi: tutta la Serie A in ordine di prezzo

Un confronto tra i tariffari delle venti squadre: una partita a Empoli costa più che a San Siro. Palermo e Udinese le più “economiche”. Con la Samp l’alta classifica è a basso prezzo…

SANPAOLO-NAPOLI- da sempre al top per presenze, quest’anno sta perdendo il primato

La bellezza di un quadro è data dal dipinto, dalle sue pennellate e dai giochi di prospettiva, ma è la cornice che lo custodisce a impreziosirlo. Col passare degli anni può invecchiare e acquistare valore, ma anche usurarsi, rovinarsi e perderlo. È il caso della Serie A, il fiore all’occhiello dei salotti calcistici di mezza Europa fino a qualche tempo fa, oggi abbandonato in qualche sgabuzzino alla mercé di polvere e ragnatele. Se occuparsi del dipinto – leggasi, i giocatori – è più facile, analizzando stipendi, provenienza e anagrafiche dei suoi protagonisti, quest’indagine si concentra sulla cornice: il pubblico.
Questa infografica mette in relazione i costi di biglietti e abbonamenti stagionali delle varie squadre di Serie A con l’affluenza allo stadio. Ne viene fuori un’istantanea interessante, che evidenzia non solo le differenti strategie di marketing ma traccia anche i contorni di un fenomeno strutturale, quello degli stadi vuoti.
istruzioni per l’uso — Con questo semplice strumento è possibile confrontare i costi di abbonamenti e biglietti delle 20 squadre di Serie A, studiare i numeri degli ingressi allo stadio, suddivisi tra spettatori e affluenze percentuali, e comparare i prezzi delle maglie ufficiali da gioco. Un modo per scoprire quali sono le squadre più esose e quelle più economiche. Con i comandi “Max/Min” si possono ordinare le fasce di costo, per scoprire quali sono le forbici di prezzo (ovvero il massimo e il minimo richiesti) di ciascuna società, mentre le frecce sulla destra permettono di ordinare le squadre dalle più care alle meno care e viceversa, ovviamente con un occhio al disclaimer. Un confronto utile che permette ai tifosi di farsi due conti in tasca: “Cara squadra, ma quanto mi costi?”. Una domanda, lecita, a cui presto sarà necessario dare una risposta.
stadi sovradimensionati È proprio questo il punto da cui partire. Tornando alla metafora del quadro, d’altronde, se i chiodi sono arrugginiti o il telaio non è più bilanciato, è inevitabile che la cornice non possa più calzare sul bel dipinto. L’affluenza media della Serie A mostra che la questione stadi non riguarda soltanto impianti vetusti e lontani dagli standard europei, ma il problema si sposta soprattutto sul sovradimensionamento delle strutture. Il 93% di accessi che sta registrando lo Juventus Stadium è un risultato eccellente se paragonato alle percentuali inferiori alla sufficienza della maggioranza delle altre – Roma inclusa, col 56%, si salvano Milan (62%) e Fiorentina (72%) – ma analizzando il valore numerico si scopre che in realtà il numero di spettatori è pressoché identico. Semplicemente lo stadio più nuovo d’Italia è ben dimensionato col bacino di utenza di una squadra di vertice. I 38.211 tifosi della Juventus che riempiono lo stadio di Venaria sono gli stessi che non arrivano a colmare gli spalti di Olimpico di Roma, Giuseppe Meazza o peggio ancora San Paolo, colossi da più di 60.000 posti costruiti nell’apice dell’età dell’oro del calcio nostrano. E non è un caso che l’affluenza media della Serie A si assesti sulle 20mila presenze (21.986 spettatori a partita), ovvero esattamente la metà della capienza media di tutti gli stadi (41.472 spettatori). In Italia è semplicemente diminuito il numero di persone che va allo stadio.
non c’è più il calcio di una volta — Se da un lato risulta evidente che la comodità del divano di casa sia la soluzione più gradita agli italiani – con lo stesso presidente di Infront, Marco Bogarelli, che qualche settimana fa spiegava alla Gazzetta come “Il tifoso a casa oggi ha troppi vantaggi rispetto a chi segue una gara dal vivo: replay, commenti, statistiche, diretta gol”- anche l’aspetto economico ha un ruolo importante. Tralasciando il caso unico quanto virtuoso dell’Hellas Verona (con la curva sud esaurita addirittura in abbonamento), l’atmosfera da sport di altri tempi per il portafoglio si può respirare solo ai botteghini di Genova, sponda blucerchiata, Palermo e Udine. Prezzo minimo stabilito: 10 euro. Per il resto è corsa al rialzo, tra i 14 e i 16 euro, con i tariffari di Cesena, Empoli e Sassuolo che privilegiano evidentemente la fedeltà stagionale.
 
 
il bel gioco costa Dai 18 euro della Fiorentina in su il filo-conduttore sembrerebbe essere lo spettacolo. Le squadre che notoriamente praticano un gioco basato principalmente sul possesso di palla o sulla fantasia offensiva, indipendentemente dal tornaconto in classifica, pretendono un esborso economico maggiore. Si va da un biglietto minimo fissato a 18-19 euro di viola e Milan, fino ai 20-25 richiesti da Sassuolo ed Empoli. Andare al Castellani per vedere la squadra di Sarri costa come un ingresso all’Olimpico di Roma o allo Juventus Stadium. Un discorso a parte lo meritano i 21 euro richiesti dal Chievo: l’avvicendamento Corini-Maran potrebbe anche portare qualche beneficio dal punto di vista del bel gioco, ma la società di Campedelli ha deciso di puntare su una forbice di prezzi molto ristretta, ripiegando su una vasta gamma di sconti e promozioni (il biglietto giovani vale fino ai 26 anni).
Gazzetta