Professore di diritto spiega: La juve gode di una diseguale applicazione delle regole.

diseguale applicazione delle regole

 

“La Juve gode di una di una sistematica diseguale applicazione delle regole” non lo dice un tifoso ma Guido Clemente di San Luca, Professore Ordinario di Diritto Amministrativo S.U.N.

Il professore ha affidato al quotidiano Il Mattino di Napoli le sue considerazioni sulla squadra di Sarri e la Juventus:

Non sono stati gli errori di Sarri a farci perdere lo scudetto.
Ma allora perché il Napoli non l’ha vinto? Vanno osservati i fatti, dai quali deriva che la causa decisiva sta nella diseguale applicazione delle regole. Il solito vittimismo?
Si utilizza questa accusa solo per mancanza di argomenti.

Quando tutto ancora sembrava far legittimamente sognare la vittoria finale dei campioni d’inverno, scrissi che avremmo dovuto vincere anche 11 contro 12, sapendo sopportare, senza perdere la calma, arbitraggi iniqui,reggendo alla ostilità della grande comunicazione,
che sapientemente manipola il racconto dell’accaduto. Non ci siamo riusciti. Per vincere, al Napoli non basta essere un po’ più forte,deve essere molto più forte. Né si può utilizzare l’argomento dei finali 9 punti di distacco.

Non è discutibile la diseguale applicazione delle regole. Certo, l’errore ci può stare! Ma non si spiega perché per la Juve non ci sta quasi mai contro, e invece sempre,nelle situazioni cruciali, a favore. È falso che gli errori alla fine si compensano, basta leggere le classifiche al netto degli errori arbitrali.La valutazione degli errori, peraltro, andrebbe sempre storicizzata: non è rilevante subire un rigore discutibile quando hai già vinto il campionato.

Una cosa va riconosciuta, che quelli della Juve hanno una ferocia a noi quasi sconosciuta, talmente spiccata da divenire prepotenza, arroganza. Ma sono così anche perché glielo consentono, godendo di una sistematica diseguale applicazione delle regole, negata da una stampa scritta e radio-televisiva vergognosamente asservita.

Che fare? Per molti bisogna dotarsi di una struttura societaria come la loro. Un eufemismo, per non dire a chiare lettere che bisogna acquisire il fattore ‘P’. Non ci sto. Non voglio che il Napoli diventi prepotente e arrogante. Certo ci vorrebbe un po’ più di ferocia agonistica, e sono fiducioso  con 3 rinforzi d iqualità, un paio di schemi alternativi e la più ampia utilizzazione dei giocatori, potremo vincere anche contro 12.

È sempre più difficile insegnare il diritto, perché gli studenti sono cresciuti con la sensazione che le regole sono fatte per essere fisiologicamente tradite ad uso dei potenti. Adopero didatticamente la metafora ‘Juventus’ per spiegare che bisogna impedire che il male vinca due volte ( dopo averci sconfitti, asservendoci adesso).
Il Napoli deve provare a vincere senza omologarsi alla Juve. Sperando che il non arrendevole esercizio del dissenso possa aiutare a costruire un futuro con minore iniquità.