Problemi igienici? a Pompei si faceva cosi

I pompeiani dovevano fare di necessità virtù.

PROBLEMI IGIENICI A POMPEI

Come si risolvevano anticamente i problemi igienici e quelli delle deiezioni urinarie e fecali nelle nostre terre ?

Di: Gabriella Cundari

Problemi Igienici e soluzioni creative

Nell’antica Pompei , solo le famiglie più importanti possedevano una stanza da bagno con un proprio sedile collegato ad un canale che portava le deiezioni al di fuori della casa; tutti gli altri comuni mortali utilizzavano i bagni pubblici delle terme nelle cui sale (foricae) c’erano alle pareti lunghi sedili di marmo con fori distanziati. Sotto i sedili l’acqua scorreva in continuazione e gli utenti assolvevano alla bisogna in amabili conversari, in compagnia di amici e conoscenti.

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sedili di marmo con fori distanziati

Le terme principali avevano una sezione riservata alle sole donne. Non esisteva una vera rete fognaria ed i rifiuti organici si riciclavano negli orti e nei giardini. Lo sterco, infatti, veniva nei contenitori di terracotta gestiti dagli stercorari, che provvedevano allo svuotamento rivendendo il contenuto come concime agricolo. Di questa situazione precaria approfittò l’imperatore Vespasiano (da cui hanno preso nome i gabinetti pubblici) che introdusse una tassa sugli orinatoi, a carico dei fullones. Questi erano coloro che trattavano l’urina, riscaldandola, per ottenere l’ammoniaca che serviva per pulire la lana di pecora e per curare l’herpes. I lavandai avevano posto fuori le loro botteghe dei recipienti in cui ogni passante poteva liberamente orinare se ne sentivano l’esigenza. Le strade cittadine, come si può immaginare, non erano un esempio di pulizia.

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I lavandai avevano posto fuori le loro botteghe dei recipienti in cui ogni passante poteva liberamente orinare

Il bagno intero veniva fatto per lo più una volta alla settimana, mentre ogni giorno si effettuavano pulizie sommarie con oli ed essenze profumate. Le donne facevano grande uso di profumi ricavati da erbe seccate e triturate i Dispamata o di Ungenta, deve gli aromi erano trattati con grassi vegetali o animali e poi versati negli unuentari, molto simili alle boccette tuttora in commercio.

Anche l’antica Puteoli e la Neapolis greco-romana avevano strutture simili: per esempio, nel Macellum puteolano esistevano due ampi bagni pubblici. Spesso, però, accadeva di assistere a persone che defecavano o urinavo in luoghi appena appena appartati del strade pubbliche.

 

Fonti: Beard Mary – Prima del fuoco. Pompei, storie di ogni giorno. Laterza editore. STORIA ROMANA Storia Romana Nuova edizione 2011 (Le Monnier università.)

Lo sai da dove deriva il termine Napoletano “fa ò cess”