Primo obiettivo: ricompattare l’ambiente Napoli

    Tifoseria e giornalisti locali sono ormai divisi in centinaia di partiti pro o contro De Laurentiis, Rafaeliti ed anti-Benitez, fino al male più difficile da estirpare: i pregiudizi sui calciatori

    Di: Valerio Intermoia

    Il Napoli, nonostante sia reduce da una striscia di undici risultati utili consecutivi in Serie A, sta vivendo un periodo molto difficile. Dal punto di vista tecnico, l’impressione è che la situazione possa migliorare da un momento all’altro salvo poi probabilmente precipitare di nuovo considerando che il grosso limite di questo Napoli è la continuità. Purtroppo la striscia positiva dei partenopei è composta da 5 vittorie e ben 6 pareggi arrivati a causa di amnesie difensive e dalla mancanza di maturità che affligge questa squadra sempre sul punto di compiere il tanto agognato salto di qualità che renda il Napoli una reale minaccia per Roma e Juventus. Questi risultati deludenti arrivati contro squadre meno blasonate hanno creato un forte malcontento nell’ambiente – che già in agosto contro l’Athletic aveva manifestato insofferenza e un’anima purtroppo provinciale con i fischi dopo la fine del primo tempo – e nelle ultime uscite casalinghe il San Paolo non ha mai fatto registrare il tutto esaurito. Ormai allo stadio va solo lo zoccolo duro degli aficionados napoletani, quelli di sempre. Questa disaffezione di gran parte dei tifosi nei confronti del Napoli è sorprendente, visto che questo è il secondo momento più florido degli 88 anni di storia della società.

     

    Il tifoso partenopeo medio si sta pericolosamente imborghesendo, pretende di vincere lo scudetto e spara a zero su squadra, staff tecnico e società ad ogni risultato negativo. Ciò sta portando ad un fenomeno odioso, la costituzione di tante micro-fazioni pro o contro un calciatore, pro o contro l’allenatore o la società. È incredibile come si rimpiangano costantemente grandi personaggi del passato più o meno recente del Napoli che hanno lasciato il club per scelta loro, pur di screditare i componenti attuali della rosa azzurra. Altra situazione grottesca è quella tra Rafaeliti ed anti-Benitez, simile a quella pro o contro De Laurentiis. Non c’è equilibrio ed è ridicolo che esistano queste posizioni fisse che minano l’onestà intellettuale di tifosi e parte della stampa. Assurdo che coloro i quali criticano Inler, ad esempio, non riescano a riconoscergli il merito per una bella giocata e chi lo difende non riesca a riconoscerne gli errori, stesso discorso vale per gli altri calciatori, per l’allenatore e la società. Tutto questo, solo per poter avere ragione, per poter dire di aver valutato correttamente la situazione. Si sta perdendo di vista l’obiettivo: il bene del Napoli. La squadra di Benitez può rialzarsi in campionato, può vincere la Supercoppa Italiana, può arrivare fino in fondo in Europa League, ma il primo passo affinché ciò avvenga è che l’ambiente si ricompatti e che torni a far parte di un unico partito: quelli PRO-NAPOLI!

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