I PRESIDENTI: I due produttori si sfidano per la prima volta su un campo di gioco

Il doriano ha imitato don Aurelio nello sponsorizzare i film sulle maglie

[su_quote cite=”Ferrero”]«De Laurentiis, dal cinema al calcio senza perdere l’ironia.» [/su_quote]

di Dario Marotta il roma

Il calcio come un grande circo: spettacoli, acrobazie, numeri ad effetto. Il rettangolo verde, gli applausi del pubblico pagante e poi? E poi ci sono i protagonisti del post gara, una sorta di extra, di omaggio per i clienti. Allenatori (per la verità pochi) e soprattutto Presidenti. Un contributo rilevante alla causa è stato fornito da Aurelio De Laurentiis, timoniere azzurro da dieci anni e qualche spicciolo, e dal più “fresco” Massimo Ferrero, da giugno Presidente della “Sampdoooooria”, come ama ripetere costantemente, con eloquio lento e con occhi spiritati.

Uniti dal pallone, dal cinema (entrambi produttori cinematografici) e dal gran fiuto per gli affari.

Lui, “Er Viperetta”, ha acquistato una società di calcio, militante nella massima serie, praticamente a costo zero. I Garrone gli hanno lasciato la squadra e quindici milioni di euro di debiti. Ha detto si, ha approfittato del momento ed ora eccoli li, in prima fila, a godersi lo spettacolo e una bella fetta di celebrità. Non ha nulla da invidiargli il collega, abile nel costruire una macchina che oramai viaggia da sola, capace di raggiungere risultati sportivi importanti, per non dire di quelli economici.

L’equazione calcio – cinema, nemmeno ipotizzabile qualche anno fa, sta fornendo risultati sorprendenti. In campo, come detto, ma anche fuori. Eh si, chi arriva da quel Mondo ha ben chiare le esigenze della gente, non bastano più i novanta minuti per mandare tutti a casa e per preparare il prossimo impegno. Anzi, il vero show, inizia proprio dopo il fischio finale. Il tutto avviene con grande naturalezza, le telecamere non pongono una barriera ma alimentano gli spunti, talvolta fuori dagli schemi, eccessivi, ma tant’è, non gli si può rimproverare nulla perché sono loro ad alimentare dibattiti altrimenti piatti, vuoti.

Qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte a certe sortite non proprio eleganti ma il tutto rientra nella natura endemica dei personaggi. Loro scherzano, ironizzano, danno vita a siparietti comici con la regina della domenica pomeriggio, Ilaria D’Amico, lasciano i contenuti calcistici sullo sfondo o meglio, li trattano partendo da una prospettiva diversa, del tutto nuova. Può piacere oppure no ma le impennate dello share non mentono mai.

Il palcoscenico, ad oggi, è tutto di Ferrero. L’ultimo De Laurentiis si è un po’ defilato, d’altronde due lustri nel calcio pesano, soprattutto a Napoli. Poche uscite, pochi tweet e quel velo di contestazione che negli ultimi mesi lo ha avvolto, suo malgrado. Il collega blucerchiato ha appena iniziato la sua avventura, è in gran forma ed è aiutato dai risultati. In pochi mesi si è guadagnato decine di pagine facebook a lui dedicate e un deferimento da parte della Procura federale, dopo aver invitato massimo Moratti a “cacciare quel filippino”, che risponde al nome di Erick Thohir. Le scuse, per la verità goffe, non sono affatto servite.

Tanto Ferrero e, nel passato, anche tanto De Laurentiis, con l’apice raggiunto lo scorso aprile, in occasione di un Parma Napoli, passato agli onori della cronaca in seguito ad una lite, con tanto di spintoni, tra i il Presidente ed un tifoso. Storia di due dirigenti amici, per certi versi simili che lunedì daranno vita ad un derby che si annuncia ricco di colpi di scena. In campo ma soprattutto fuori.