Pazienza: “Lavezzi uomo spogliatoio, Cavani egoista, Mazzarri maniacale, Hamsik fragile“

L’ex centrocampista di Napoli e Juve, Michele Pazienza, ha rilasciato una lunga intervista al sito gianlucadimarzio.com, dove ha parlato delle sue esperienze con queste due maglie. Ecco quanto evidenziato da noi di NsN:

Sulla forza della Juve

Ho lavorato con campioni veri. Buffon, Del Piero, Pirlo… mi hanno lasciato tanto. Ti fanno capire che non puoi permetterti di mollare un centimetro, mai. Nonostante tu abbia già raggiunto traguardi importanti. La loro forza sta nella testa.“

Sul Napoli

Con Gargano al mio fianco ho reso tantissimo, come non mai nel resto della carriera. Ci compensavamo. A livello di squadra siamo andati oltre le aspettative: fino in Champions! E’ la piazza a cui sono più legato”.

Sugli allenatori

Spalletti mi ha trattato come un figlio, mi ha saputo dare schiaffi e carezze, sempre nel momento giusto. Conte era schietto, determinato, a tratti insopportabile ma ti accorgi solo dopo quanto ti lascia dal punto di vista agonistico, umano e tattico. Che facesse saltare in aria qualcosa all’interno dello spogliatoio era all’ordine del giorno. E’ uno che vive molto la partita, diciamo così. Mazzarri era maniacale nel modo in cui preparava le partite. Curava tutto, noi scendevamo in campo e sapevamo già che fare. Lui ce lo diceva anche, il suo obiettivo era quello di farci pensare il meno possibile. Così potevamo agire più velocemente”. 

Hamsik o Marchisio?

“Qualitativamente siamo lì. Claudio aveva qualcosa in più a livello mentale, una maggiore autostima. Che nasce dalle vittorie”. 

Su Cavani

“Il classico grande attaccante: egoista. Pensava solo a segnare, segnare, segnare. Sembrava avesse il paraocchi. 

Su Lavezzi

“Più uomo squadra di Cavani, anche fuori dal campo. Un ragazzo sincero: se deve dire le cose come stanno non si tira di certo indietro. Io e lui ci sentiamo ancora, ci scriviamo qualche messaggino. Ci prendiamo in giro”.