Piccolo: “HAMSIK MEDIANO, SE NON ORA QUANDO?”


Due problemi, a volte, se messi insieme possono rappresentare la soluzione.

Di : fabrizo Piccolo

Nel Napoli ciclotimico, tanto bravo ad esaltarsi nei grandi appuntamenti quanto puntuale nel regalare punti a tutte le piccole come un Robin Hood anomalo che ruba a se stesso per dare ai poveri, si conoscono bene pregi e difetti.

E tra i difetti assieme alla mancanza di “intensità”, come dice Benitez, ci sono una scarsa propensione alla fase difensiva, la mancanza di un centrocampista di spessore e il momento difficile di Marek Hamsik. Marekiaro vive in una zona grigia da troppo: illusorie le prestazioni in Europa League e qualche guizzo qua e là, fa onore difenderlo sempre e comunque ma non possiamo girarci attorno all’infinito.

Non è più (o, speriamo, non è ancora) lui. La porta non la vede più, quel timing unico in Europa è scomparso, l’uomo non lo salta ma più ancora manco lo cerca. Che la classe di cui è dotato gli consenta di sapersi rendere comunque (e non sempre) utile alla squadra è un dato ma non basta. Non per un Napoli che è chiamato a far muovere le sue lancette come un orologio perfetto.

Basta poco che i meccanismi del gruppo si sfaldino, di riprove ne abbiamo avute fin troppe. E allora perché non provare davvero a cambiargli ruolo? Manca qualità in mezzo? Mettiamoci Marek e vediamo che succede. Non più attaccante senza briglie ma centrocampista vero, di quelli che spostano il baricentro di 20-30 metri. Che non sia Gargano a doversi improvvisare play ma che sia Hamsik a incaricarsi di far ripartire l’azione.

Si può far con o senza cambio di modulo, va bene col 4-3-3 o col 4-2-3-1 ma un tentativo penso sia giusto farlo. Per risolvere due problemi in uno magari e scoprire che quel centrocampista che si insegue da anni sul mercato forse sta già in casa

Piccolo: “HAMSIK MEDIANO, SE NON ORA QUANDO?”