PICCOLO: E se la smettessimo con una rivalità senza senso?

    rIVALITà SENSA SENSO

     

    E SE LA SMETTISSIMO CON UNA RIVALITA’ SENZA SENSO?

    Di: Fabrizio Piccolo

    NAPOLI-23/11/2015

    A me il Verona non è mai stato particolarmente antipatico, che posso farci? La presunta rivalità con Napoli e i napoletani resterà per me uno dei misteri più insondabili, inspiegabile quasi come il motivo perché non c’è mai niente di interessante da vedere su Rai2 e Rai4.

    L’Hellas per me non è diversa dal Carpi o dall’Ascoli o dal Castelfidardo e addirittura mi piaceva vederla giocare quando vinse lo scudetto. Trovavo esaltante Preben Larsen, che portava il cognome della madre Elkjaer, non riuscivo a odiare il teutonico Briegel, simpatizzavo per Sacchetti, un po’ meno per Tricella che trovavo sopravvalutato.

    MARDONA-VERONA

    Ricordo addirittura con emozione Joe Jordan fare gol in coppa Uefa alla Stella Rossa di Belgrado o un ormai svampito Paolo Rossi dare gli ultimi calci di gloria. Da quando poi il divario calcistico è tornato ad essere incolmabile col Napoli, ancor meno mi interessa che vincano o perdano. Le stupidaggini psedo-leghiste, il razzismo e queste bestialità degne di un’umanità degenerata poco mi toccano.

    RIVALITA’ SENZA SENSO

    Ce n’è di gente stupida ovunque, non mi meraviglia che possa esserci anche a Verona ma non è che sarebbe ora di finirla con questa acredine? Non è che si debba fare tutti un esame di coscienza e smetterla di alimentare pensieri negativi, violenze e inciviltà? L’atteggiamento di parte della tifoseria al Bentegodi è frutto di un rincitrullimento globale che non salva nessuno, è coltivata con scientifica volontà del male, è portata avanti anche da chi si traveste da santo e buonista.

    Io per la verità non ce la faccio neanche più a veder riesumati i celebri e celebrati striscioni napoletani sulle virtù poco nobili di Giulietta, non mi facevano ridere all’epoca e ora men che mai, così come non mi capacito di tesserati dell’Hellas che appena possono parlano male di Napoli e del Sud.

    A Verona hanno giocato Garella e Marangon ed oggi Coppola, ci lavora Riccardino Bigon che è di quelle parti ma che al Sud deve tutta la sua carriera di dirigente, ci giocava Jorginho che al Napoli è tornato stellina ma anche senza tutto questo è il momento di smetterla con odi e ostilità. Non lo consentono i tempi bui che stiamo vivendo e più ancora quelli che arriveranno.

    Che il Napoli abbia vinto al Bentegodi mi fa piacere, ci mancherebbe, ma solo per i tre punti non perché presi contro il Verona.

    Che dagli spalti arrivino insulti mi dispiace non perché sia napoletano e mi senta offeso, ma solo perché c’è ancora chi rotola nel fango e manco se ne accorge.

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