Pesaola ha detto addio alla sua Napoli ma da Napoli non andrà mai via

Quello d’o Petisso era un Napoli d’Amore in una Napoli appassionata e innamorata

Di: Gaetano Brunetti.

Napoli ha detto addio al suo Petisso, la città si è stretta commossa e con signorilità intorno al dolore della famiglia Pesaola per la scomparsa del leggendario Bruno.

Nacque in Argentina e scelse di vivere a Napoli con Ornella, la donna della sua vita scomparsa prematuramente.

Bruno Pesaola non se n’è mai andato più via da Napoli e non lo farà nemmeno stavolta nonostante le sue spoglie, per motivi familiari, riposeranno a San Remo.

Nella Basilica di Santa Chiara, dove era presente tanta gente comune accorsa per salutare il vecchio idolo azzurro, mi ha colpito la commozione di Corrado Ferlaino e il pianto struggente di Roberto Fiore, ex presidenti di Napoli prima che del Napoli.

Mi hanno colpito le parole e le lacrime di Mimmo Carratelli, storica penna e vecchio amico d’o Petisso. Dal sagrato di Santa Chiara ha detto:

“Due argentini ci hanno fatto sentire Napoletani e restituito l’orgoglio di esserlo, il primo fu Bruno Pesaola e poi Diego Maradona.”

I calciatori del Napoli dovrebbero farsi raccontare la storia di Pesaola per capire cos’è e cosa è stata questa maglia per chi la indossa.

Domani dedicategli una vittoria, Bruno ne sarebbe felice”, applausi scroscianti per questo giornalista d’altri tempi, prima non esistevano i social ma si instauravano rapporti veri, reali, d’affetto e stima reciproca tra calciatori di una squadra di calcio e ambiente inteso come giornalisti e tifosi.

Mi hanno colpito le lacrime dei suoi calciatori che l’hanno portato in spalla tra gli applausi e i cori dei Napoletani.

C’erano Vinicio ‘o lione, Rivellino, Montefusco, Canè, Abbondanza, tanti Napoletani che scrissero nel loro piccolo una pagina importante di storia del Napoli Calcio.

Mi ha colpito Corrado Ferlaino, prima che si celebrasse la messa ha chiesto al Sagrestano di accompagnarlo alla Cappella dove riposano i Borbone di Napoli, ha chinato il capo pregando, riflettendo, rendendo onore a chi prima di lui, fece di Napoli una Capitale del mondo.

Tante piccole cose che mi hanno colpito, quello d’o Petisso era un Napoli d’Amore in una Napoli appassionata e innamorata, come la vedo io tornandomene a casa, salendo San Sebastiano e proseguendo per Costantinopoli.

Ciao ‘o Petì, te vulimme sempe bene

Foto : Gaetano Brunetti