Perché Il Mattino insiste con le accuse a Benitez? Perché continuare a scrivere bugie?

    L’edizione odierna de Il Mattino insiste sull’assenza di flessibilità tattica da parte di Benitez, ma in realtà è una sciocchezza clamorosa!

     

    Vi proponiamo un passaggio dell’edizione odierna de Il Mattino, nel quale si legge che il Napoli di Benitez avrebbe giocato tutta la partita di ieri con il 4-2-3-1, ma è falso! Come è già successo in altre occasioni (vedi Napoli-Cagliari, quando gli azzurri hanno iniziato con il 4-3-3 per poi cambiare modulo almeno tre volte nell’arco della stessa partita), gli azzurri hanno alternato 4-3-3 e 4-2-3-1 anche a Praga, con Hamsik che è stato spostato da sinistra al centro ripetutamente.

     

    La domanda che ci facciamo è semplice: quasi tutti gli organi di stampa continuano ad accusare Benitez di giocare solo col 4-2-3-1 ma in realtà basta guardare una partita qualsiasi del suo Napoli per rendersi conto che non è così: chi ha la testa dura, Benitez o la stampa, specialmente quella locale? La risposta è semplice ma la sensazione è che le critiche al tecnico spagnolo servano soltanto per creare alibi alla società, colpevole anche quest’anno di non aver dato all’allenatore una squadra all’altezza del suo blasone.

     

    Ecco quanto riportato da Il Mattino oggi:

     

     

    Difficile, adesso, poter storcere il naso per la formazione scelta da Benitez: è stato un turnover giudizioso fino a un certo punto, perché pur di non toccare il suo modulo «intoccabile» ha preferito piazzare Jorginho alle spalle di Higuain, come trequartista, piuttosto che in linea con Gargano e Lopez, azzardando un centrocampo a tre.

     

    A sfigurare è stata soprattutto la prestazione dell’italo brasiliano. È stato un po’ più lucido degli altri David Lopez. Attorno a lui, il Napoli del primo Napoli tempo è apparso abbastanza diseguale e sbilenco sulle fasce dove hanno agito Mesto e Britos con sofferenza. L’esuberanza dei padroni di casa è apparsa comunque qualcosa di adolescenziale, limitata solo alle sfuriate dei primi minuti. Poi gli azzurri l’hanno demolita con il realismo della loro età adulta, con la pazienza di chi ne ha viste tante e sa chela vita è lunga.

     

    Contenuta la tempesta iniziale, infatti, non più di una ventina di minuti, il Napoli è venuto fuori. Senza dare spettacolo, per carità, ma addomesticando il ritmo da big. D’altronde, l’inferno di ghiaccio è stato sfiorato al 5’quando Koulibaly ha sbagliato l’appoggio e meno male che dopo la traversa di Husbauber, Rafael ha trovato la manata fenomenale. La botta di fortuna che ogni tanto è mancata al brasiliano.