PER I TIFOSI DEL NAPOLI SI ANNUNCIA UN’ESTATE DIFFICILE, UNA STAGIONE CON IL PUNTO INTERROGATIVO

    IL MERCATO E’ APPENA INIZIATO, MA SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO.

    Di: Pippo Trio

    Ciononostante, nel calciomercato non bisogna mai avere fretta, bisogna aspettare sempre tutta la sua fase, che va dal valzer degli allenatori a quello dei Ds, poi risolti quelli saranno i primi passi a far capire ai tifosi che annata sta per nascere, anche se talvolta basta un nulla per ribaltare tutto, ma si ha la sensazione che sorprese esageratamente positive per il Napoli, difficilmente ce ne saranno, semmi il contrario.

    C’è poco da fare, questo è un anno in cui tutto sarà ridimensionato, dalla guida tecnica operaia seppure ambiziosa, al management, molto probabilmente anche a tutto il resto, quindi calciatori, relativi ingaggi e nazionalità, inevitabilmente cambieranno gli obiettivi, chiaramente anche il rapporto con tifosi non più tutti così propensi a dispensare fiducia, l’unica cosa che non non cambierà sarà il rapporto con la stampa, usata da sempre per inibire qualsiasi intrusione scomoda alla politica societaria.

    Di certo ci saranno meno interviste a tecnici calciatori e staff, tranne che quelli della stampa zerbina, mettere a disposizione di ADL.

    Taccuini, microfono e telecamere al presidente ogni vorrà delirare al popolo le sue megalomani filippiche su tutto lo sciibile umano e proporsi come l’unico salvatore del mondo, della nazione, della città, della sua squadra di calcio, perchè si sente il migliore al mondo, ma è sempre così quando un uomo a cui la fortuna ha arriso, crede che fosse tutto merito suo e non del caso, del momento favovorevole, di congiunture particolari e di corsie privilegiate come quella di essere stato l’unico a rilevare il club dal fallimento, se poi ci aggiungiamo un certo tipo di carattere sempre sopra le righe, che l’assunzione di quel quid di chissà gli possa aumentare l’autostima a dismisura su un ego già ipertrofico di suo, ed ecco che anche le persone più ragionevoli, intelligenti, moderate, subiscono questa energia smisurata, coinvolgente che impigrisce le menti e porta ad affidarsi a questo tipo di personalità visionarie che fanno credere che tutto sia veramente possibile, anche dal nulla.

    Quello di credere nei miracoli, più che dei sogni è il difetto umano da cui è più difficile migliorare, a meno che la disillusione non arrivi in modo traumatico. Personalmente sono ottimista per natura, ma solo su cose in cui posso agire in prima persona, non mi affiderei mai totalmente nelle mani altrui, e se dovesse accadere, di certo ci starei attento apersonaggi del genere.

    Nel caso della nuova stagione del Napoli, non sono ottimista per niente, non credo che ridimensionamento sia sinonimo di successo, di vittorie, queste sono già difficili se ci si organizza in grande, figuriamoci in piccolo.

    Il Napoli, come dicevamo, ha sprecato occasioni super favorevoli, per congiunture particolari che regalavano grandi vantaggi. Non sono state sfruttate, spesso si è fatto spreco, vuoi per ingordismo presidenziale, vuoi per incompetenza varia e mancanza di organizzazione in tal senso.

    Ora comincia una stagione in cui le rivali hanno idee chiare su come agire per raggiungere gli obiettivi, al Napoli ci si barcamena su come ridimensionare e compatibilmente avvantaggiarsene sempre economicamente indorando la pillola amara ai tifosi, come? Disfacendosi dei gioielli di famiglia ed investire parte delle risorse ricavate in bijoutteria, illudendo che potessero splendere come se fosse vere pietre preziose e magari averci guadagnato pure di più.

    L’effetto illusorio potrà essere quello, ma in concreto non lo sarà mai, e chi ti ha venduto bijoutteria al costo di gioielleria ti avrà fatto fesso e contento, del resto un sacco di gente acquista prodotti falsi consapevolmente, e magari son contenti così, ma fargliela pagare come se fosse originale, al mio paese questa si chiama truffa, voi chiamatela pure italianizzazione, perchè ormai è anche questo uno slogan illusorio in questo mondo ormai globalizzato, il prodotto italiano è buono e vincente, tutto ciò che non è italiano è falso, di scarsa qualità.

    Nulla di più falso , come sempre il buono e il cattivo sono dovunque basta saper scegliere. Intanto però i cinesi sono arrivati pure nel calcio italiano e stanno rendendo il prodotto italiano di nuovo più appetibile, più qualitativo e chissà se anche un’altra volta vincente, vedi Milano, sponda Inter e sponda Milan, o dovrei dire Made in Taiwan e Made in China? Altro che Made in Italy, a Napoli siamo ancora a Made in Sud..