PER FAR CANTARE IL NAPOLI, SARRI LO RINNEGO’ TRE VOLTE

    Sarri:

    Abiurare, verbo transitivo.

     Di: Frabrizio Piccolo

    Dal dizionario: rinunciare solennemente a una fede o a una dottrina ritenuta falsa. Un verbo che Maurizio Sarri ha imparato a conoscere e coniugare bene perché alla base della svolta azzurra c’è proprio il rinnegare la filosofia e le parole spese dall’ex allenatore dell’Empoli nei giorni dell’esaltazione popolar-mediatica e dell’apologia del sudore e della fatica.

    Tre volte Sarri ha rinnegato sé stesso per far cantare questo Napoli che aveva perso tenori e voce. Giova aiutare la memoria con quanto disse lo stesso allenatore il 12 giugno scorso, poco più di tre mesi fa: “Il Turnover? Sinceramente mi sta un pò sui coglioni. Sono quelle situazioni in cui se ne cambi cinque e perdi, sei un cretino perchè dovevi cambiarne tre e se ne cambi tre e perdi sei un cretino perchè dovevi cambiarne sei. Io ritengo che in una squadra ci siano dei giocatori che devono giocare sempre. Va fatto in alcune zone dove i giocatori hanno valori similari, ma in alcuni ruoli è difficile pensare a rotazioni importanti se non all’interno della gara di 15-20 minuti”. Una maniera un po’ presuntuosa di sganciarsi dal recente passato targato-Benitez e affermare una propria identità.

    Il no al turn-over era il suo orgoglioso marchio di fabbrica: ma che è ‘sta storia delle card personalizzate, degli studi medici per capire la stanchezza dei giocatori, che è ‘sta modernità? Viva il calcio pane e finocchiona, quello all’antica che piace ai tifosi e magari anche le maglie dall’1 all’11 e le partite tutte alle 14 col ragù sullo stomaco a galleggiare. Infatti con il Legia in Europa League ne cambierà… 5 o 6, perché nel frattempo Sarri ha scoperto che esistono gli impegni internazionali (maledetta Fifa ma chi li fa i calendari?), i posticipi troppo ravvicinati (maledetta Lega ma come è possibile che chi gioca in Champions gioca il sabato prima e noi la domenica sera?), un calendario ristretto (uffa, ma insomma non posso allenare tutti i giorni dal lunedì al sabato?). Viva il turnover, allora “ma non lamentatevi se in Europa League si fa il turnover, colpa del calendario”. E chi si lamenta? Anzi. Magari col tempo lo benedirà pure lo stesso Sarri perché altrimenti tenere a bagnomaria in eterno giocatori come Gabbiadini, lo stesso Lopez, Maggio e altri si sarebbe rivelato un altro autogol clamoroso, che magari si può evitare.

    Ma non è la prima volta che ha rinnegato se stesso Sarri. Ricordate la storia del modulo? A più riprese, tra luglio e inizio settembre, ecco cosa pensava di quel 4-3-3 che ora fa faville: “Col 4-3-3 vedo un po’ sacrificato Higuain nel 4-3-3, è isolato, ma anche Gabbiadini non gioverebbe nel fare l’attaccante esterno, col 4-3-3 perdiamo il baricentro. L’abbiamo provato, ma i calciatori non erano convintissimi, non piace alla squadra e nemmeno io sono convinto di questo modulo”. Talmente poco convinti da indurre lo stesso tecnico a cambiar rotta in tempo, prima di ritrovarsi in zona-retrocessione.

    E talmente si trova a disagio Higuain che i suoi gol stanno arrivando solo per opera e virtù dello Spirito Santo. Del resto la via Crucis e il Dramma Cosmico parlano chiaro: per far cantare il gallo azzurro senza voce, occorreva una terza abiura. Ricordate le voci di mercato su Koulibaly, Ghoulam e lo stesso Callejon? Sembravano da rottamare, sono tornati titolari e indispensabili. E lo spagnolo che – parole dello stesso Sarri – deve giocare in mezzo perché “se stai largo così non ci servi”? Com’è andata a finire? E’ durato poco il bluff di quando veniva impiegato seconda punta (“Sono molto soddisfatto del lavoro che ha svolto, si è innamorato di questo suo ruolo in campo”).

    Talmente innamorato che ora che è tornato a fare quello che ha sempre fatto – largo a destra – sta già rimpiangendo i tempi d’oro di Dimaro e le inguardabili partite con Latina e Sassuolo. Ora che i pezzi del puzzle lentamente – e con i cocci dei danni precedenti ancora per casa – stanno tornando a posto, si può essere un po’ più ottimisti ma mica troppo, visto che la velocità con cui è costretta a giocare questa squadra per rendere è tale da imporre prudenza per quando la condizione fisica non sarà al top per tutti.

    Vuoi vedere che per la quarta abiura è troppo tardi? Speriamo proprio di no…

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