Parte questo week end la Premier League

     

    Premier League al via: le ‘Big Five’ scaldano i motori

     

    Dopo la Ligue 1, che ha aperto le danze dei principali campionati europei, è il turno della Premier

    League:

    si parte anche con il tanto atteso torneo inglese, per la gioia di milioni di appassionati.

    Approfondiamo ora gli argomenti più caldi di quello che, a detta di molti, è il campionato più affascinante del mondo.

     

    MANCHESTER CITY, A CACCIA DI CONFERME

    La cavalcata entusiasmante della stagione scorsa ha portato ancora una volta il Manchester City sul tetto d’Inghilterra. La truppa di Pellegrini resta una corazzata farcita di campioni, ma l’ombra di un possibile appagamento psicologico, almeno in ambito nazionale, è sempre dietro l’angolo. La campagna acquisti si è scaldata solo negli ultimi giorni con l’arrivo di Mangala dal Porto, pagato a peso d’oro, ma gli innesti di Caballero, Fernando, Sagna e Zuculini non scaldano una piazza abituata fin troppo bene nell’ultimo periodo.

    L’arrivo tra mille polemiche di Lampard non sposterà di certo gli equilibri, soprattutto in un reparto dove muscoli ed esplosività la fanno da padrone. In Europa i Citizens non sono mai riusciti a rendersi protagonisti: l’asticella della concentrazione potrebbe spostarsi dunque maggiormente oltre i confini inglesi nei periodi più impegnativi della stagione. L’esordio stagionale è stato un vero e proprio incubo: tre sberle in Community Shield dall’Arsenal e primo trofeo perso, Le concorrenti in Premier non mancano di certo, alcune hanno alzato notevolmente il livello della propria rosa con il mercato svolto fin qui: la sensazione è che per Aguero e compagni quest’anno sarà davvero molto dura.

     

    CHELSEA, OBIETTIVO TITOLO

    Lo scorso anno Mourinho aveva espressamente dichiarato di non avere a disposizione una rosa all’altezza per lottare fino in fondo ai vertici della Premier League. Quest’anno il ‘generale’ portoghese ha a disposizione un vero e proprio ‘esercito’: la rosa Blues sembra infatti, sulla carta, quella più completa in ogni reparto. L’ex tecnico dell’Inter ora non ha più scuse: l’imperativo è guardare e puntare al titolo.

    Tra i pali è arrivato Courtois, insieme a Neuer probabilmente il più forte al mondo in questo momento, con la lussuosa concorrenza di una presenza esperta come Cech. Al posto di Ashley Cole è stato acquistato Filipe Luis, tra i più positivi terzini sinistri della passata stagione. La cessione di David Luiz ha permesso poi il ritorno a Londra di Fabregas, quell’elemento di qualità, freschezza e geometrie che mancava in mezzo al campo. Davanti la ciliegina sulla torta è Diego Costa, che va ad arricchire un reparto già competitivo ai massimi livelli e ricchissimo di qualità. Pochi club nel globo possono vantare così tante alternative là davanti. L’infortunio dell’idolo Drogba (tornato a casa dopo l’esperienza turca) ha raffreddato gli animi di una pizza incandescente, ma il mercato potrebbe riservare qualche ulteriore gioiello al buon Mou, che ora non può e non deve più abbassare lo sguardo.

     

    MANCHESTER UNITED: L’ORA DEL RISCATTO

    Dopo la peggior stagione degli ultimi 25 anni, è arrivata l’ora della riscossa per il Manchester United. L’era Ferguson è ormai consegnata al museo Red Devils come un glorioso ed inimitabile pezzo di storia calcistica mondiale, ma la stagione dello scorso anno deve essere considerata un anno zero sul quale ricostruire un nuovo ciclo vincente. Ed è proprio qui che entra in gioco la figura del maestro Louis van Gaal: invidiabile curriculum strappato alla panchina orange, la giusta personalità per una necessaria ed immediata risalita. Probabilmente l’unico attualmente sul mercato in grado di riportare quella disciplina nello spogliatoio che era stata legge ai tempi del tecnico scozzese e quasi dimenticata lo scorso anno.

    Il progetto dell’olandese è stato subito chiaro, con innesti costosissimi arrivati dopo pochi giorni. Nessun limite di budget: è questo il forte messaggio lanciato dalla dirigenza alle concorrenti sul mercato. Imperativo rinnovamento all’Old Trafford, dove hanno detto addio Vidic, Evra, Giggs e Ferdinand: per ora sono arrivati solamente il baby prodigio Luke Shaw (pagato 35 milioni) e Ander Herrera (circa 40), ma il marchio United è abbinato a quasi tutti i nomi caldi in circolazione. In cima alla lista resta Arturo Vidal, accompagnato dai vari Cuadrado, Benatia, Blind e Rojo. La sensazione è che il meglio debba ancora arrivare, ma una collaudata coppia offensiva come Rooney e Van Persie garantisce grandi cose in avanti. Va sicuramente puntellata la difesa, ad oggi affidata ai soli Jones, Evans e Smalling. I tifosi del Manchester United non sono abituati al fallimento, una stagione come quella passata non è neanche lontanamente immaginabile: la palla passa ora al guru van Gaal che, siamo sicuri, saprà tirare fuori dal cilindro ancora una volta il coniglio giusto…

     

    LIVERPOOL e ARSENAL, SEMPRE IN PRIMA LINEA

    Mai sottovalutare Liverpool ed Arsenal: un concetto ribadito più volte oltremanica. Da una parte una squadra che ha sfiorato quel titolo che manca da ben 24 anni solo nelle ultime giornate della passata stagione, dall’altra un manager che finalmente dopo nove anni ha portato a casa un trofeo. La vittoria della Premier per i Reds sarebbe stato il giusto coronamento di un sorprendente cammino, mentre la conquista della FA Cup per la truppa di Wenger è servita soprattutto a togliersi il peso della schiacciante pressione, una boccata d’ossigeno per il tecnico francese.

    Ad Anfield ora è il ‘day after‘: obiettivo voltare pagina dopo l’era Suarez, che ha detto addio con direzione Barcellona. Operazione da 75 milioni di sterline: un tesoretto ancora più cospicuo di quello lasciato da Torres proprio da queste parti qualche anno prima. L’allenatore ha preferito investire i soldi scegliendo un collettivo di nuovi nomi, invece di puntare sul nuovo singolo bomber. Sono arrivati Markovic, Lallana e Lambert, che offrono notevoli soluzioni in un reparto avanzato che vanta già nomi di spicco come Sturridge, Sterling e Coutinho. A centrocampo è stato prelevato Emre Can, mentre la difesa è stata puntellata con Javier Manquillo, Dejan Lovren ed Alberto Moreno. Acquistato anche il giovane talento belga Origi, che rimarrà però al Lille in prestito. Solo il campo dirà se le scelte di Rodgers saranno state giuste.

    A Londra è invece già tempo di festeggiamenti, perchè dopo la coppa alzata la passata stagione è arrivato anche il trionfo in Community Shield dei Gunners: un perentorio 3-0 ai campioni in carica del Manchester City che lancia un messaggio forte e chiaro a tutte le avversarie in vista dell’inizio del campionato. Dal mercato è arrivato Alexis Sanchez per 40 milioni di euro, il secondo acquisto più costoso dell’era post-Henry dopo Ozil. Il cileno assicura il giusto salto di qualità in ogni ruolo del reparto offensivo, perfetto per il 4-2-3-1 alle spalle di Giroud. In difesa cambio sulla fascia destra: fuori Sagna, dentro Debuchy. Tra i pali il nuovo arrivato Ospina partirà come vice di Szczesny, mentre Joel Campbell potrebbe essere la rivelazione. La stagione di Wenger è partita subito bene, l’obiettivo ora è uno solo: restare in prima linea fino alla fine.

    PREMIER LEAGUE, LA REGINA DEI CAMPIONATI

     

    E’ ormai considerato da tutti come il campionato più spettacolare del mondo. La sua diffusione su scala mondiale è il sintomo più evidente di un prodotto che cresce anno dopo anno. Ma forse mai come quest’anno la Premier League si presenta così equilibrata ai nastri di partenza, con cinque squadre farcite di campioni pronte a battagliare fino all’ultima giornata. Lo scorso anno tutto si è risolto nella volata a tre, con la vittoria finale del Manchester City.

    Questa volta la situazione si presenta ancora più complicata, con uno United voglioso di tornare ai piani alti ed un trio Liverpool-Chelsea-Arsenal deciso più che mai a spostare un trofeo che per la settima volta in otto anni è rimasto nella città di Manchester. Stadi sempre pieni ed entusiasmo alle stelle in ogni singolo match, una cultura legata al calcio ormai improponibile nel nostro paese.

    Il tutto si riflette sul fatturato che, come riporta il ‘Football Finance 2014‘, vede la Premier League ancora al primo posto (2946 milioni di euro) davanti alla crescita della Bundesliga. Solo quarta la nostra Serie A. Dominio inglese incontrastato: un mix di campioni, magnati, sceicchi e manager che rendono questo torneo il più seguito per appeal internazionale.

     

    Goaldotcom