Parte la Champions League: Napoli facci sognare

Napoli facci sognare

Esordio Champions per il tecnico. «La sfida è confermare consapevolezze e filosofia di gioco tra le big d’Europa»

Ma è quando il gioco si fa duro, che i «duri» si mettono a rischiare. (nel caso) o il low profile. E’ quando s’entra in Champions, la musica a palla nelle orecchie, gli sguardi persi nel vuoto, però dentro un vulcano che implode, che gli uomini avvertono il richiamo. Benvenuti nella favola, ch’è di tutti, in questa dimensione onirica in cui tutto è concesso, un pizzico di presunzione (se capita) o l’umiltà più netta, l’esuberanza.

Guardiola due, Luis Enrique una, Emery tre Europa League, Allegri tre scudetti e una finale
di Champions. E poi lui, Maurizio Sarri, 57 anni, da Figline. Anzi, da Stia, dove tutto ebbe inizio 26 anni fa. Oggi il tecnico debuttante in Champions League, nello spogliatoio dell’Olimpico di Kiev scriverà sulla lavagna i nomi di Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly e Ghoulam, poi Allan, Jorginho e Hamsik, quindi Callejon, Milik e Mertens.

Questo sarà il Napoli della sua prima Champions. Allora, 26 anni fa, sulla lavagnetta del campo sportivo di Stia, scriveva questa formazione, rigorosamente dal numero 1 al numero 11: Ceccarelli, Pianaccioli, Sarri; Mazzini, Falsini, Rialti; Ferri, M. Innocenti, L. Innocenti, V. Bergamaschi, L. Bergamaschi. Questo era lo Stia del suo primo campionato di Seconda Categoria. La carriera per Sarri non era allora un’ossessione e non lo è nemmeno adesso. Così, quando il primo giornalista prende il microfono per la prima domanda, l’ex impiegato di banca lo ferma. «Non sono emozionato. Rispondo prima perché tanto me lo chiedono tutti».

Se non è emozione, è piacere. E orgoglio. Forte e sottile al tempo stesso. Lui quassù, a Kiev, c’è arrivato con le sue gambe. Partendo da Stia, dal Casentino, fino all’Ucraina. Un bel viaggio davvero.

Stasera si parte tocca agli azzurri: Dai Napoli facci sognare!