Pablo Picasso e Igor Stravinsky a Napoli crearono “il Pulcinella”

Pablo Picasso e Igor Stravinsky, nel 1917, giunsero a Napoli.

Fin dall’inaugurazione nel 1890 la Galleria Umberto I, per la vicinanza al San Carlo, vede insediarsi negozi di musica. Ai numeri 88-89 si trovava fino a non molti anni fa la filiale di Casa Ricordi.

La galleria attirava a Napoli, già capitale della musica, decine di artisti di fama internazionale tra questi nel  1917 tocco’ a Pablo Picasso e Igor Stravinsky.

Stravinsky arrivò a Napoli per presentare la sua opera “PULCINELLA” creata in collaborazione con Pablo Picasso.

Ricorda Igor Stravinsky: “Si fece insieme delle gite a Napoli… e là passammo alcune settimane in stretta compagnia. Entrambi fummo molto colpiti dalla Commedia dell’Arte, che vedemmo in un’affollatissima saletta che puzzava d’aglio.

Pulcinella era uno zotico ubriacone i cui gesti, e probabilmente anche ogni sua parola se mi fosse riuscito di capirla, erano osceni. Il solo altro episodio che ricordi della nostra vacanza napoletana fu il nostro arresto una sera mentre stavamo orinando contro una parete della Galleria.

Chiesi al poliziotto di portarci sino al poco distante Teatro San Carlo, per trovare qualcuno che si facesse garante per noi. Il poliziotto acconsentì alla nostra richiesta. Poi, mentre tutti e tre ci si dirigeva verso il retropalco, udì qualcuno darci del ‘maestro’ e ci lasciò andare”.
Frutto di questo soggiorno è nel 1919 la composizione di Pulcinella, che lo stesso Stravinsky definisce “ricordo delle nostre passeggiate e delle molteplici impressioni su Napoli”.

Il balletto, in gran parte su musiche di Pergolesi, si svolge in una strada della città, tra case con balconi e un portone”.

Pablo Picasso realizza una serie di studi per i personaggi e la scena della prima parigina del 1920: uno di essi inquadra il Vesuvio fumante in fondo alle spoglie facciate degli edifici, sotto un’argentea luna riflettentesi nel mare; un altro mostra una fontana, nella quale si riconosce quella del Nettuno a Via Medina.

Stravinsky annota: “Pulcinella fu la mia scoperta del passato, l’epifania attraverso la quale tutto il mio lavoro ulteriore divenne possibile… A quell’epoca nessun critico lo capì”.