OMBRE NAPOLI – Crisi infinita: non bastano tre gol per battere il Palermo

 

Napoli sempre più in crisi. E in piena confusione. Come Benitez. Una crisi d’identità molto preoccupante con la classifica che si fa sempre più brutta.

Gli azzurri fermati anche dal Palermo, un pareggio incredibile con una doppia rimonta concessa ai rosanero. Tutt’altro che una squadra il Napoli, in campo manca compattezza, le distanze tra i reparti sono enormi. E l’inconsistenza difensiva è spaventosa. Usa poco la testa il Napoli e spreca tutto in una serata da film horror. Il festival del gol al San Paolo agevolato da due difese inguardabili. Squadre lunghe, errori incredibili di reparto e dei singoli. Il Palermo si fa sorprendere in avvio su calcio d’angolo dal colpo di testa di Koulibaly e lascia spazi enormi dove s’infila Zapata a ripetizione segnando il raddoppio azzurro e guadagnandosi un rigore netto non fischiato dall’arbitro Doveri. Il Napoli ricambia la cortesia concedendo la rete a Belotti da corner e metri di campo ai rosanero nell’azione della rete di Vazquez. Una combinazione perfetta Gargano-Callejon sul 3-2 azzurro, sull’ennesimo capovolgimento di fronte. Cinque reti nel primo tempo, quattro nei primi 24 minuti, tante altre occasioni pericolose non sfruttate: una prima frazione di gioco per certi versi surreale. Un copione più o meno simile nella ripresa. Il Napoli manca il quarto gol e il Palermo prima colpisce un palo con Belotti e poi segna il 3-3 con lo stesso attaccante

 

Poco equilibrio Benitez aveva predicato equilibrio,un equilibrio il Napoli ha invece completamente smarrito contro il Palermo. Gli azzurri ritrovano la fase offensiva, le reti, le numerose occasioni e legiocate in verticale. Ma smarrisce totalmente la fase difensiva concedendo un’enormità di azioni pericolose al Palermo nonostante il doppio vantaggio iniziale. Si rivedono i pregi del Napoli di Rafa smarriti nelle prime due partite e riaffiorano in maniera clamorosa i difetti della squadra: riemerge una fragilità spaventosa in fase di non possesso. Incredibile soprattutto il secondo gol subito dagli azzurri in contropiede e con errori in serie nelle coperture. Nessuno immune da colpe nell’inconsistenza in fase di non possesso, a partire dallo scarso contributo in copertura di Mertens, dal poco filtro dei centrocampisti e dalle incertezze a ripetizione della linea a quattro di difesa.

 

Effetto Zapata Il colombiano al centro dell’attacco,in campo per settanta minuti, con gli ultimi venti minuti lasciati a Higuain. E Zapata è la più bella sorpresa della partita perché si dimostra affidabile negli scatti in profondità e come tecnica di base. Un pericolo costante per la difesa di Iachini: segna un gol, ne sfiora un altro obbligando alla super parata Sorrentino e viene messo giù in area su un altro scatto in profondità da Bamba, irregolarità non punita da Doveri. Impatto giusto nella sua prima partita da titolare e una varietà di colpi superiore alle attese: buona tecnica e buona condizione atletica. Il colombiano fa reparto, legge bene le giocate dei compagni e soprattutto la sua presenza rappresenta un pericolo costante.

 

I due assi Hamsik e Callejon stanno bene e si vede da come si muovono e creano gioco. Lo slovacco ora si muove bene nel 4-2-3-1 di Benitez e lo conferma contro il Palermo. Riesce a trovare la giusta posizione in campo, riceve palla e la gioca con rapidità per i compagni. Sfiora anche il gol in seguito ormai da quasi un anno al San Paolo. Lo spagnolo è di nuovo fluido nella corsa e incisivo nelle giocate d’attacco. Decisivo in quasi tutti i guizzi offensivi dal Napoli, sue le verticalizzazioni per far volare soprattutto Zapata e dal suo piede parte anche il calcio d’angolo per il gol di testa di Koulibaly. E sua la terza rete del Napoli proprio allo scadere del primo tempo. Non basta.

 

Il Mattino