Okaka: “Donadoni mi faceva allenare da solo!”

    Dopo aver cambiato tante squadre, Stefano Okaka, sembra aver trovato il posto per lui. Con la Sampdoria, l’attaccante italiano, sta vivendo il momento migliore della sua carriera:

    Se fossi stato bianco sarei più considerato di quello che sono: un nero deve sempre dare qualcosa di più. A Cittadella, quando andavo a scuola mi prendevano in giro per il mio secondo cognome, Chuka. Non li picchiavo perché si sarebbero fatti male, ma ci soffrivo. Donadoni mi faceva allenare da solo, Cassano l’unico a credere in me e a proteggermi. Io mi sento italiano, quando mi hanno telefonato per giocare con la Nigeria ho rifiutato perché non mi sembrava una scelta naturale, e poi è arrivata la chiamata di Conte per l’Italia. Però il mio passato è là e oggi mi sento come un albero che non conosce le sue radici. Fuori sono un bonaccione, ma sul terreno di gioco mi trasformo. Per 90 minuti odio tutti i miei avversari allo stesso modo anche se non ci litigo, non sono il tipo. Con gli arbitri è un’altra cosa, ci discuto in continuazione, li contesto. Lo ammetto, io Okaka non lo vorrei arbitrare mai”.