Ogni bottega ha il suo Sarri. Napoli è scaramantica, come diceva la Serao

La Napoli scaramantica e il Napoli.

Di: Gaetano Brunetti per Cronache di Napoli

Non solo la Serao parlava di superstizione, persino Hemingway…

Quando si nomina la parola Scaramanzia viene in mente Napoli, senza dubbio la città più scaramantica e pazza del globo.

Donna Matilde Serao, verso fine 800 scriveva: “Tutte le superstizioni sparse nel mondo sono raccolte in Napoli e ingrandite, moltiplicate poiché la sua credulità è frutto dell’ignoranza, della miseria e delle sventure che a Napoli si sono alternate dai diversi attacchi del colera all’eruzione del Vesuvio”.

In effetti questa Città, catalizzatore di Umanità ed etnie, porta sempre con se quell’impronta “Pagana” lasciatale dai suoi gloriosi fondatori. Passeggiando per le strade del centro antico della città, dove i greci posero le prime pietre, tra bancarelle e templi, ci sono i simboli, fulcro, della cultura napoletana abbinata ai beniamini del Napoli che si prendono la scena tra statuine di Santi e personaggi di ultimo grido.

A San Gregorio Armeno, ogni bottega ha il “suo” Sarri in terracotta e ad altezza naturale. Sì perché ognuno l’ha creato in modo diverso, dal colore della tuta alle smorfie del viso. C’è chi, ovviamente, gli ha piazzato un corno portafortuna alle spalle, e chi l’ha messo già al fianco della statua in terracotta, unicità del posto, di Papa Francesco.

Altri l’hanno modellato persino con la famosa sigaretta tra le mani, qualche bottegaio no, perché si augura, per la sua salute, che smetta presto di fumare. Il tecnico azzurro già comincia ad occupare un posto importante nel cuore dei napoletani, che si preoccupano dei suoi stili di vita e anche un po’, con invadenza, dei suoi vizi. La parola Scudetto non si nomina, ovviamente per scaramanzia, ma ognuno in cuor suo si augura “scaramanticamente” il contrario.

Un po’ come scrisse Ernest Hemingway in una sua opera: “Non lo disse perché sapeva che se dicevi una cosa bella poteva non accadere”.

Quindi meglio andare avanti un passo alla volta, con sacrificio e abnegazione, al momento come dice Sarri, parlare di scudetto è solo una illusoria e non veritiera bestemmia! Chissà se lo pensa davvero coi campioni che si ritrova in squadra e l’impronta di gioco che lui stesso ha dato, in ogni caso va bene così.

In effetti, il tecnico nativo di Bagnoli, comincia a piacere sempre più ai napoletani perché incarna in tutto e per tutto lo spirito guerriero ch’entro gli rugge. Da una bancarella all’altra è possibile trovare l’Insigne pasticciere di delizie, Milan-Napoli è ancora viva nelle menti dei napoletani, che l’hanno immaginato con una guantiera coi quattro babà offerti domenica ai rossoneri al prestigioso Meazza, consegne a domicilio. Anche qui risalta la superstizione, alle sue spalle c’è un cornicello posto in sommità dello scaffale, come si dice: l’uocchie so’ peggio d’è scuppettate e il ragazzo, che attraversa il miglior momento della sua carriera, ha bisogno fortemente di una “protezione”. Salendo la magnifica stradina, oltre alle melodie classiche, si possono vedere i volti dei personaggi che hanno portato Napoli con orgoglio in tutto il mondo.

Accanto alla statua ad altezza naturale del compianto Pino Daniele, colpisce l’esposizione di calciatori del Napoli in tutte le misure possibili e immaginabili. Si dice che lo spirito del cantante, la sua bontà e l’amore per le proprie origini emani fluido positivo per le sorti della squadra del cuore. Ogni capa è un tribunale direbbe qualcuno ma se lo dicono loro c’è da giurarci. Chissà perché il Pastore gigante dedicato ad Aurelio De Laurentiis è stato piazzato vicino a quello del discusso premier Matteo Renzi con delle banconote che fuoriescono palesemente dalle tasche del vestito. Ironia napoletana, forse non c’è un motivo reale, ma entrambi sono conosciuti per le loro prolungate orazioni.

Forse è questo il punto di congiunzione, chissà. Il numero uno azzurro, però, a differenza del politico è stato creato col suo piglio da leader, faccia seriosa e Coppa Italia tra le mani e in bella mostra. In realtà andrebbe aggiunta la Supercoppa Italiana vinta lo scorso dicembre a Doha, ma forse si aspetta un’altra cosa… per completare i doni che ha portato al popolo napoletano da quando ha acquistato il Calcio Napoli. Tra le blasonate bandiere con lo stemma borbonico ed edicole votive, non mancano Totò, Eduardo De Filippo, Massimo Troisi, Sergio Bruni e il premio Oscar Paolo Sorrentino, insieme alle raffigurazioni dei personaggi più in vista del panorama televisivo italiano.

Il Napoli svetta su tutti però, l’Azzurro è quello più in vista tra i mille culure di Napoli, persino i “curnicielli” piccolini sono stati creati così insieme ai classici in rosso pompeano.

La scaramanzia è alla base della Cultura Napoletana, che sogna di esplodere in un grido che si fa attendere già da troppo tempo. Per questo tra le statuine degli azzurri spiccano corni, sale e tammorre. Qui si dice “aiutati che Dio ti aiuta” allora si fa in tutti i modi per accelerare il processo di “Scudettizzazione” della squadra del cuore. Ecco l’abbiamo detto ma non capiterà più, con tutti gli scongiuri del caso. Non dimentichiamo che questa è stata la casa di Raimondo di Sangro, il famoso principe di Sansevero, esoterista e alchimista visionario, che stupisce ancora il mondo con le sue ineccepibili magie e invenzioni.

Il Cristo Velato, che stesso lui commissionò, riposa a pochi passi dalle statuine in terracotta, in modo che tutto si fonda con la magia dei luoghi della città scaramantica per eccellenza, che come disse Donna Matilde, amplifica e rigenera nell’alchimia della sua superstizione magnifica e millenaria.

Ogni giorno si mescola Sacro e Profano senza accorgersene, perché la maggior parte dei napoletani ha nel suo animo, credenze e modi di fare che agli occhi degli altri possono sembrare solo banali illusioni.